Il blog di Oz
24nov/09Off

Non si trascende la realta’ senza viverla fino in fondo

Pensieri che creano pensieri.

Chi rovista nel blog di Oz e non manca di aggiornarsi avrà letto il post intitolato Shangri-La di Angelo P.

0911241128Le parole di Grahm Bell fanno da incipit a Shangri-La : <<Non andare mai sulla strada tracciata perché ti conduce unicamente fin dove altri sono già stati>>. Come spiega Angelo P. “Bell sembra concepire la scoperta come il percorrere un terreno sempre nuovo, allo scopo di arrivare in posti vergini”. Bell esclude la possibilità di scovare nuove tracce lungo un percorso già battuto tante volte: la ricerca del nuovo deve mirare a un terreno più fertile, deve cambiare direzione per non incappare nei soliti indizi.Consideriamo l’aforisma di Bell sul piano esistenziale: se la monotonia vi dà la nausea, se persistete in uno stato d’insoddisfazione per un contesto che non dà stimoli e ha smesso di interessarvi, allora cambiate aria. Logico.
Ma nei fatti? Non è facile.

0911241123Riflettiamo. Come svincolarsi da un contesto sociale che è il risultato complessivo di tutte le nostre scelte passate, la conseguenza delle nostre azioni? Dal presente, dalle conoscenze e consapevolezze, dai doveri, dalle abitudini ed i piaceri che comprende, non ci si può svincolare seduta stante, come se fosse possibile liberarsi dell’eredità del passato e non esserne condizionati, influenzati . Anche volendo cambiare il nostro contesto sociale ci trascineremo dietro gli schemi interpretativi che deriviamo dalla nostra esperienza. Quindi, da un lato abbiamo alle spalle un passato che ha determinato il nostro presente e che risulta immodificabile perché non si può tornare indietro ad alterare le carte; dall’altro l’esigenza del nuovo, del taglio radicale, dell’episodio rivoluzionario, del cambiamento stimolante.

Attenzione: l’esistenza di una forma mentis da cui è impossibile prescindere nella ricerca del nuovo – in alternativa professiamo il lampo di genio – non esclude la ricerca stessa.

0911241135Bisogna creare servendosi dell’esperienza. Si può conciliare l’esigenza del nuovo e la difficoltà di sradicarsi da un determinato contesto mirando a un’etica produttiva, creando nel proprio intimo una nuova Shangri-La, una dimensione ideale, sovratemporale, di valori che conservano il gusto del nuovo, inalterati nella loro bellezza, eterni. Una dimensione interiore, un riparo nel quale rifugiarsi in ogni momento e rimanere a proprio agio.
Il riferimento all’esperienza è inevitabile:  non si può creare un nuovo paradigma esistenziale con cui orientasi senza  analizzare l’esperienza e trarne delle consapevolezze di vita.
Ma non pensiate che l’esperienza sia una sorta di galateo delle buone maniere o un dizionario dell’essere con tanto di definizioni per ogni circostanza. Per apprendere dall’esperienza, per ricavarne valori ideali, è necessario viverla in prima persona, <<viverla fino in fondo>>, sperimentare i rapporti di causa-effetto, capire la logica delle nostre azioni. Per costruire un paradigma esistenziale bisogna mettersi in gioco in prima persona, senza mediatori, essere padroni dei propri pensieri e delle proprie azioni, esserne sempre coscienti. Altrimenti, non riuscirete a identificarvi coi risultati dell’esperienza, in qualsiasi tempo.
Scrive Carlo G. Argan, storico dell’arte : <<Non si trascende la realtà senza viverla fino in fondo>>.

Concludo con un brano tratto da Siddharta, di H. Hesse, perché sia la forza comunicativa dell’arte a fondare l’importanza di un mondo ideale interiore.

"Sempre ritornava dalla bella Kamala, apprendeva l'arte dell'amore, praticava il culto del piacere, nella quale più che in ogni altra azione dare e avere si fanno una cosa sola; discorreva con lei, imparava da lei, le dava consigli, ascoltava consigli. Ella lo comprendeva ancora meglio di quanto l'avesse un tempo compreso Govinda; era più simile a lui. Una volta egli le disse: <<Tu sei come me, sei diversa dalla maggior parte delle altre persone. Tu sei Kamala, e nient'altro, e in te c'è un silenzio, un riparo nel quale puoi rifugiarti in ogni momento e rimanervi a tuo agio; anche a me succede così. Ma poche persone posseggono questa dote, sebbene tutti potrebbero averla>>.
<<Non tutti gli uomini sono intelligenti>> disse Kamala.
<<No>> disse Siddharta <<non si tratta di questo. Kamaswami è tanto intelligente quanto lo sono io, eppure non ha alcun rifugio in se stesso. Altri lo posseggono, eppure in quanto a ragione sono bambini. La maggior parte degli uomini, Kamala, sono come una foglia secca, che si libra e si rigira nell'aria e scende ondeggiando al suolo. Ma altri, pochi, sono come stelle fisse, che vanno per un loro corso preciso, e non c'è vento che li tocchi, hanno in se stessi la loro legge e il loro cammino>>
."

Lucrezia F.

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