Il costruttivismo di Kelly

L’attualità della teoria di Kelly deriva da un presupposto filosofico definito “alternativismo costruttivo”, il quale afferma che tutte le nostre attuali interpretazioni dell’universo sono soggette a revisione o a sostituzione. In altri termini, ciò ci permette di confermare che la nostra conoscenza della realtà non si basa sulla percezione diretta e passiva di fatti dati, ma consiste in un processo attivo di costruzione e ricostruzione. D’altra parte, però, non è facile accettare a prima vista la posizione costruttivista. Il nostro senso comune sembra dirci che la realtà è là, esterna a noi, dotata di una sua propria organizzazione, di cui possiamo cogliere gli elementi e le loro relazioni attraverso gli organi di senso e la nostra capacità di astrazione.
La teoria di Kelly fa riferimento ad un sistema di costrutti personali composto di unità interrelate di discriminazione, i costrutti appunto. Questa definizione del costrutto preferisce fare riferimento ad una struttura profonda di regole astratte che si impone su una struttura superficiale cosciente.
La teoria dei costrutti personali è una teoria riflessiva che cerca di ridefinire la psicologia come psicologia delle persone trattando gli scienziati come persone e le persone come scienziati. Kelly ha affermato che una persona non è la vittima della propria autobiografia, sebbene possa far schiavo se stesso aderendo ad una visione inalterabile di ciò che questo significa per lui: è in questo modo che può fissare il suo presente.
La psicologia dei costrutti personali si occupa delle costruzioni sulle costruzioni. La psicologia diventa così una meta-scienza, ovvero un modo di dare un senso ai modi in cui le persone danno un senso al loro mondo.























