Il blog di Oz
22feb/10Off

La punteggiatura

La scelta della punteggiatura è, di solito, coerente e limitata dalla propria interpretazione del mondo e stabilisce un rapporto rigido tra la visione prescelta e le griglie di osservazione ed azione applicate. La nostra proposta è quella di abbandonare le idee assunte e di esplorare punti di vista alternativi. Nonostante ciò, di fronte a possibili perturbazioni, la tendenza è quella dell'assimilazione delle stesse incoerenze e contraddizioni, nel tentativo di mantenere la coerenza interna e con l'ambiente; nel momento che queste operazioni non comportino nell'individuo riscontri gratificanti, le teorie vengono, allora, modificate. Il processo di accomodamento è un processo di revisione delle proprie premesse, che può portare ad abbandonare la rigidità, con la quale si punteggia, si interpreta e si dà significato al mondo.
Oltre tutto, la storia di un individuo non può essere ridotta alla monotonia di un tempo unico. É vero che non viviamo né il nostro passato, né il nostro futuro, ma soltanto il nostro presente. Allora, è proprio l'idea e l'istantanietà del presente che ci interessa; tuttavia, il presente non va considerato come una conseguenza del passato, anzi, lo include e metacomunica su di esso: possiamo definire il passato come un modello che esplica i contesti del presente, offrendo significato agli eventi. In questa linea immaginaria di confine, che divide, in maniera impercettibile, passato e presente, il pensiero costruttivista suggerisce di leggere l'esperienza nel presente come modello per comprendere e riscrivere il passato. Il cambiamento, allora, è quel processo che, nello stesso tempo, annulla le regole del passato e, in una diversa interpretazione del presente, permette di poter sperimentare più di un futuro.
Comunque, fino a quando crediamo ad una realtà esterna e al fatto che siamo passivi nel nostro rapporto con essa, non dobbiamo, per così dire, assumerci la responsabilità di come vada il mondo, delegando al "destino", ciò che ci accade. Tuttavia, il rapporto dell'individuo con la realtà è prettamente attivo, dal momento che ognuno è responsabile della realtà cui partecipa. Quindi, accettare la posizione qui proposta, comporta che i processi del conoscere e del sapere diventino un presupposto etico, in quanto ciascuno di noi fa operazioni di distinzione, osservando la realtà da punti di vista alternativi. Così, vivere nei e attraverso i contesti, con i propri vincoli e le proprie griglie di lettura; vivere la propria posizione ed esperienza, all'interno dei differenti sistemi cui partecipa, vuol dire operare distinzioni che determinano la realtà nella quale viviamo. Vivere diventa un conoscere su come vogliamo vivere, assumendocene le responsabilità.

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