Il blog di Oz
10feb/10Off

Le lenti d’osservazione

L'individuo, in quanto sistema, è un'entità complessa. Come un diamante, le cui facce brillano in rapporto alla luce che le colpisce, ognuno di noi si comporta in maniera differente, in relazione ai contesti in cui vive. Gli individui, infatti, non vivono isolati, ma nel rapporto con gli altri. Gli eventi vengono costruiti nell'agire sociale, nelle relazioni interpersonali e nelle molteplici situazioni che accompagnano, man mano, la nostra vita. Questa complessità rende inevitabile l'esplorazione della mente e ci permette di indagare la direzione che vogliamo intraprendere, all'interno del nostro viaggio, al fine di poter esplorare i rapporti tra comportamenti, azioni, emozioni, premesse e modalità di rapporto, che si co-costruiscono nel tempo.
Due sono le teorie che tentano di spiegare il rapporto instauratosi tra individuo e mondo. Una sostiene che l'individuo sia come un secchio vuoto, che deve essere riempito e che il mondo è là fuori, pronto per essere scoperto, totalmente accessibile; l'altra, parte da un presupposto e cioè che ogni esperienza è soggettiva e, quindi, è il nostro cervello a costruire le immagini che ognuno crede di percepire. La mente, allora, non è un passivo organo recettore, ma è attiva ed è in grado di manipolare e selezionare quali informazioni far passare e quali bloccare, attraverso un'operazione di distinzione. Ciascun individuo si pone in grado di spiegare se stesso e il mondo tramite una costruzione sempre attiva, dinamica e aperta, di teorie, le quali si organizzano fin dalla nascita e ci accompagnano, nel corso della nostra esistenza, attraverso esperienze e rapporti significativi, da un ordine minimo di complessità fino a livelli sempre più maggiori di capacità di astrazione e di integrazione.

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