Il blog di Oz
16mar/10Off

I corollari di Kelly

Corollario della costruzione: una persona anticipa gli eventi costruendone le repliche. Kelly ha sottolineato il fatto che la replica è qualcosa che emerge dalla nostra interpretazione. Ogni volta che, ad esempio, ascoltiamo un brano di musica, anche se sono stati usati strumenti differenti, se è stata cambiata la chiave, o il ritmo e così via, noi riconosciamo, tuttavia, il tema melodico replicato.

Corollario dell’individualità
: le persone differiscono l’una dall’altra nella loro costruzione degli eventi. Ognuno di noi vede la sua situazione attraverso gli occhiali del suo sistema personale di costrutti. Differiamo dagli altri nel modo in cui percepiamo e interpretiamo una situazione, in ciò che consideriamo importante rispetto ad essa, in quelle che consideriamo le sue implicazioni, nella misura in cui è chiara od oscura, minacciosa o promettente, desiderata o imposta. Questo enunciato implica, fra le molte altre cose, che quando le persone vengono considerate simili non è necessariamente perché hanno avuto le stesse esperienze, ma perché hanno dato le stesse interpretazioni alle esperienze che hanno avuto.

Corollario dell’organizzazione: ogni persona sviluppa in modo caratteristico, per la sua convenienza nell’anticipare gli eventi, un sistema di costruzione che comprende relazioni ordinali fra costrutti. Il termine “sistema” implica che i costrutti di una persona sono interconnessi. In questo caso Kelly sottolinea il fatto che la relazione è spesso di inclusione, di comprensione. Per alcune persone, ad esempio, il costrutto “jazz tradizionale” contrapposto a ”jazz moderno” può essere compreso come implicazione subordinata del costrutto “jazz buono” contrapposto a “jazz cattivo”.

Corollario della dicotomia: il sistema di costruzione di una persona è composto di un numero finito di costrutti dicotomici. Qui Kelly sostiene che è più utile considerare i costrutti come aventi due poli, uno di affermazione e uno di negazione, anziché come concetti o categorie di tipo unipolare. La maggior parte delle persone riconosce la bipolarità quando viene esplicitamente etichettata: nero contrapposto a bianco, su contrapposto a giù, simpatico contrapposto ad antipatico, concreto contrapposto ad astratto e così via.

Corollario della scelta: in un costrutto dicotomico le persone scelgono per sé quell’alternativa per mezzo della quale anticipano l’elaborazione del loro sistema. Se le persone sono occupate ad anticipare gli eventi e se lo fanno sviluppando dei sistemi di costrutti personali allora si muoveranno in quelle direzioni che per loro sembrano avere più senso, cioè le direzioni che elaborano i loro stessi sistemi ai costrutti. Kelly ha fatto notare che questa elaborazione può assumere la forma della “definizione”, confermando in miglior modo aspetti dell’esperienza già abbastanza costruiti o dell’“estensione”, allargando il campo del sistema attraverso l’esplorazione di nuove aree che sono state comprese solo in maniera molto parziale.

Corollario del campo: un costrutto è idoneo ad anticipare soltanto un numero finito di eventi. Il corollario deriva dall’affermazione originale che i costrutti sono bipolari e di numero finito. Kelly ha utilizzato il termine “fuoco di pertinenza” per indicare quelle cose con cui un costrutto è stato specificatamente sviluppato. Il campo di pertinenza comprende tutte quelle cose alle quali le persone potrebbero trovare pertinente il costrutto.

Corollario dell’esperienza: il sistema di costruzione di una persona varia a mano a mano che essa costruisce la replica degli eventi. La teoria dei costrutti personali implica che le persone si sviluppano continuamente. Un sistema di costrutti riferisce la guida di vita di una persona ed è una teoria sottoposta a continue verifiche: è il deposito di ciò che le persone hanno appreso, un enunciato dei loro intenti, i valori per cui vivono e la bandiera sotto la quale combattono. Noi modifichiamo i nostri sistemi di costrutti sulla base dell’accuratezza delle nostre anticipazioni. Qualche volta queste previsioni si dimostrano corrette, qualche volta vengono deluse o si dimostrano del tutto irrilevanti rispetto allo sviluppo degli eventi. L’ipotesi di Kelly che i sistemi di costrutti cambino rapidamente o lentamente, in rapporto all’esperienza, fa della sua psicologia una teoria essenzialmente dinamica.

Corollario della modulazione: la variazione nel sistema di costruzione di una persona è limitata dalla permeabilità dei costrutti entro il cui campo di pertinenza giacciono le varianti. La psicologia di Kelly è una psicologia del cambiamento. Egli considera una persona come una “forma di movimento” e non come un oggetto statico spinto al movimento. Il corollario della modulazione suggerisce dei parametri per il cambiamento, infatti, il costrutto “permeabile-impermeabile” si riferisce al grado in cui un costrutto può assimilare nuovi elementi all’interno del suo campo di pertinenza, generando nuove implicazioni. Sia i costrutti permeabili che quelli impermeabili sono utili in determinati contesti, ma il corollario della modulazione sottolinea come uno dei maggiori pericoli sia proprio quello di rimanere inchiodati ad una particolare decisione.

Corollario della frammentazione: una persona può impiegare, di volta in volta, una varietà di sottosistemi di costruzione che sono deduttivamente incompatibili gli uni con gli altri. Kelly fa qui riferimento ad un altro parametro di cambiamento,  sottolineando come esso non deve essere “logico” nel senso stretto del termine. Un sistema di costrutti è una gerarchia ed anche una serie di sottosistemi che hanno differenti campi di pertinenza; pertanto, possono essere tracciate delle conclusioni sulle stesse serie di eventi a livelli non direttamente coerenti gli uni con gli altri.

Corollario della comunalità: nella misura in cui una persona impiega una costruzione dell’esperienza simile a quella impiegata da un’altra, i suoi processi sono psicologicamente simili a quelli dell’altra persona. Questo è il complemento del corollario della individualità e sottolinea il fatto che le persone non sono simili né perché hanno sperimentato eventi simili, né perché manifestano all’apparenza un comportamento simile e né, ancora, perché utilizzano le stesse etichette verbali, ma le persone sono simili perché costruiscono in maniera simile e, quindi, sono simili rispetto agli eventi che per loro hanno lo stesso significato. Il suddetto corollario è, tuttavia, connesso a tematiche culturali; così, possiamo astrarre certe caratteristiche comuni, osservate in certi gruppi di individui e dare loro il nome di “culture” proprio in virtù di queste somiglianze e differenze riscontrate.

Corollario della socialità: nella misura in cui una persona costruisce i processi di costruzione di un’altra, può giocare un “ruolo” in un processo sociale che coinvolge l’altra persona. Si tratta di un corollario chiave in quanto ribadisce che l’interazione interpersonale è nei termini della comprensione reciproca. Assumere, però, che le persone  possono interagire solo quando hanno dei sistemi di costruzione simili o quando sono, in qualche senso, persone simili, è una cosa completamente diversa, poiché si può interagire e giocare per lungo tempo con un bambino anche avendo sistemi di costrutti diversi. Ognuno di noi, in base alle nostre idee sui sistemi di costrutti di altre persone, gioca con esse un ruolo in un processo sociale. Viceversa, se non riusciamo a capire le altre persone, cioè se non riusciamo a costruire la loro costruzione, allora possiamo fare delle cose a loro, ma non metterci in relazione con loro.

Commenti (0) Trackback (0)

Spiacenti, il modulo dei commenti è chiuso per ora.

I trackback sono disattivati.