Il blog di Oz
4mar/10Off

Il montaggio o post-produzione

Il montaggio è considerato il momento fondante del cinema perché è in questa fase che le inquadrature si costituiscono in linguaggio e permettono di costruire discorsi audiovisivi.

Le funzioni del montaggio:

  • Informativa – Descrittiva
  • Narrativa
  • Metaforica – Concettuale
  • Ritmica


TEORIE ESTETICHE DEL MONTAGGIO

Montaggio delle attrazioni

Da un lato Kulesov dimostra che il rappresentare del cinema significa sia capacità di ripresentare ciò che già esiste nella realtà, che possibilità di presentare ciò che nella realtà non esiste; dall’altro Ejzenstejn sviluppa una sua teoria che chiama “montaggio delle attrazioni”: è ogni elemento dell’attrazione che sottopone lo spettatore ad un’azione sensoria o psicologica. Questo montaggio non si basa sulla concatenazione crono-logica delle immagini, ma su uno scontro delle stesse producendo emotività e significazione. Se a tutto questo si aggiunge la mancanza, in molti film, di un eroe centrale a favore del protagonista ”massa” si intuisce come questo montaggio non abbia avuto successo nel cinema commerciale.


Montaggio analitico

Caratterizza il cinema americano e mondiale degli anni ’30, ma è anche dominante nel cinema contemporaneo.
Il montaggio analitico, elaborato da Griffith, si basa sulla moltiplicazione del punto di vista e del carrellato spezzettamento della scena in tante inquadrature, che propongono, da un lato, un miglioramento della qualità delle immagini e, dall’altro, consentono di concentrare l’attenzione dello spettatore solo sui dati più essenziali. Lo spettatore è così indotto a credersi partecipe degli eventi cui assiste e a giustificare i punti di vista proposti dalla cinepresa.


Montaggio proibito

"Quarto Potere" di Orson Welles è uno spartiacque fra il cinema in montaggio analitico e il cinema moderno, perché con il suo montaggio in profondità di campo rinuncia allo spezzettamento dell’azione e alla moltiplicazione del punto di vista. La rinuncia alla frammentazione della scena e alla moltiplicazione del punto di vista fu già ripresa da Rossellini e da tutto il Neorealismo italiano con lo scopo dichiarato che le immagini restituissero il vero della realtà rappresentata.
Bazin ci parla di “montaggio proibito” quando non è consentito utilizzare il campo-controcampo per fare vedere due aspetti simultanei di un’azione (es. domatore e leone). Sull’onda della sue teorie, Godard, Truffaut e Antonioni cominciarono a fare uso di lunghe, complesse ed ininterrotte inquadrature in movimento, che restituivano lo sviluppo di un’intera situazione narrativa (piani-sequenza).


Piano sequenza

Il piano sequenza riporta in forme inalterate la continuità spazio temporale della realtà e dà allo spettatore la sensazione di essere presente sulla scena muovendo la proprio testa. Il piano sequenza non ha il compito di riportare, in forma inalterata, la verità della realtà, ma suggerisce l’unità ideale e la continuità ideologica di fatti e persone vissute in epoche e luoghi diversi.


Il montaggio nel cinema contemporaneo

Il cinema contemporaneo usa sempre di più la cinepresa come una "caméra-stylo" ed il linguaggio come uno strumento plasmabile ai fini di una scrittura creativa molto personalizzata. Tutto può essere mischiato perché il risultato sia funzionale a ciò che s’intende esprimere.

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