La natura di base dei costrutti personali

Ogni costrutto, in quanto usato da una qualunque persona, ha un ambito di pertinenza limitato. Fuori da quell’ambito, l’individuo non lo considera rilevante, ma entro l’ambito di pertinenza del costrutto vi sono rilevanti somiglianze e differenze che, insieme, vanno a formare l’essenza del costrutto stesso.
Per una persona non è possibile riuscire ad esprimere globalmente il proprio sistema costruttivo. Fra i costrutti di una persona, molti non sono esprimibili a parole, pertanto è molto difficile, per le altre persone, riuscire a coglierli e a farli propri entro i propri sistemi; allo stesso modo è parimenti difficile, per la persona stessa, riuscire a manipolarli o a farli propri entro le parti verbalizzabili del proprio sistema. Difatti, visto che i costrutti non si prestano facilmente ad essere organizzati entro le parti verbalizzabili del proprio sistema, diviene allora difficile per la persona esprimere cosa prova o cosa potrà fare in futuro vista la situazione che, in quel momento, esiste solo a parole. A volte, le espressioni verbali di una persona si presentano come una mescolanza di costrutti, che la persona stessa, potendone ascoltare la trascrizione, in circostanze e momenti diversi, si stupisce del significato delle proprie parole.
Le persone spesso esprimono i propri costrutti in modo incompleto. Teniamo sempre in mente che un costrutto è un modo a fronte del quale alcune cose sono simili e, al tempo stesso, diverse da altre. Il contesto minimo di un costrutto è dato da tre cose; infatti, non possiamo esprimere un costrutto senza coinvolgere almeno due cose tra loro simili e una terza che, per il medesimo aspetto, è diversa. Dire, ad esempio, che Anna e Alice sono “gentili” senza implicare che, da qualche parte nel mondo, vi sia qualcuno che è “non gentile” sarebbe illogico; ciò che una persona intende dicendo “gentile” può corrispondere in realtà a ciò che altri chiamerebbero “dipendente” o, forse, “debole”. Tutto questo, infatti, può essere spiegato partendo dal presupposto che i costrutti sono primariamente personali e non possono essere facilmente condivisi nella loro totalità, poiché la natura specifica del costrutto di una persona o il fatto di impiegare una terminologia particolare nell’esprimerlo possono risultare fuorvianti per l’interlocutore.
Un costrutto è, a sua volta, un’astrazione. Dicendo questo, intendiamo che esso è una proprietà attribuita ad un certo numero di eventi, in funzione della quale essi possono essere differenziati in gruppi omogenei. L’individuare tale proprietà è un atto d’astrazione, cosicché costruire eventi significa nient’altro che usare questo utile “trucco” per astrarli, così da poter attribuire loro un senso. Però, alla stessa maniera, vogliamo porre in risalto che, per comprendere i costrutti, dobbiamo concretizzarli. Così, per dare un senso agli eventi concreti dobbiamo leggerli attraverso i costrutti e per dare un senso ai costrutti dobbiamo riferirli agli eventi.























