La costruzione personale del proprio ruolo

Poniamo adesso l’attenzione sull’effetto di controllo che i costrutti hanno sulla persona stessa. L’aspetto a fronte del quale gli eventi sono simili è il sé. Così, il sé può essere impiegato come una cosa, un dato o un elemento nel contesto di un costrutto sovraordinato. Quando una persona inizia a usare se stessa come un dato per formare costrutti scopre che i costrutti, che forma, funzionano come controlli rigorosi del proprio comportamento; ne risente, soprattutto, il suo atteggiamento a confronto con quello di altre persone e, quindi, a influenzare il proprio comportamento è il confronto che egli vede o costruisce. Pertanto, la gran parte della vita sociale di una persona è controllata dai confronti che essa giunge a vedere fra sé e gli altri.
Uno studio sui forti cambiamenti di personalità conferma il fatto che la maggior parte dei cambiamenti radicali, che vediamo nel comportamento delle persone, non rappresentano tanto dei cambiamenti di fondo nel loro modo di affrontare la vita, ma, piuttosto, dei tentativi di spostamento entro quelle cornici rigide che, d’altra parte, forniscono gli unici indizi per comprendere le relazioni umane. La ri-costruzione della vita di una persona è un processo continuo e, di fatto, è impossibile che una persona cambi la propria posizione rispetto ad un qualche costrutto dominante il proprio ruolo, senza cambiare anche, almeno in parte, il costrutto stesso.
I processi psicologici di una persona si basano su versioni personali della realtà e le versioni personali sono nient’altro che i nostri costrutti. I costrutti personali sono, dunque, sia reali che interpretazioni dei fatti e possono essere usati come prospettive per vedere altri costrutti; occorre, però, chiarire che la realtà dei costrutti non è identica a quella degli elementi concreti che cadono nel loro contesto, poiché un costrutto non è identico a tali elementi concreti, ma li rappresenta.























