Il blog di Oz
10nov/10Off

La nube primordiale

L’intenzione dichiarata del movimento cibernetico era quella di creare una scienza della mente e i cibernetici si sentivano chiamati ad esprimere i processi alla base dei fenomeni mentali. Così, il 1943 fu l’anno nel quale ebbe inizio la fase cibernetica e il 1956 fu quello, invece, che diede alla luce il cognitivismo. L’intuizione fondamentale alla base del cognitivismo è che l’intelligenza, compresa l’intelligenza umana, possa in realtà essere definita come computo di rappresentazione simboliche. Il concetto chiave, a questo punto, è quello di rappresentazione o intenzionalità e i cognitivisti sostengono che il comportamento intelligente presuppone la capacità di rappresentare il mondo in certi modi. Pertanto, un comportamento cognitivo assume che un soggetto agisca rappresentando caratteristiche significative della propria situazione.
In quale altro modo, però, potrebbero essere legati la mente e il mondo? Quale sarebbe, in realtà, il fondamento scientifico dell’idea che la mente sarebbe, dunque, un particolare tipo di congegno in grado di elaborare l’informazione e di rispondere ad aspetti prestabiliti dell’ambiente? Nella discussione sul cognitivismo, però, dobbiamo far riferimento a due differenti accezioni del concetto di rappresentazione. Da un lato c’è la nozione di rappresentazione come interpretazione: la “cognizione” consiste sempre in una particolare interpretazione o rappresentazione del mondo; dall’altro lato, questo aspetto della cognizione dovrebbe essere spiegato ipotizzando che un sistema agisca sulla base di rappresentazioni interne.

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