Il blog di Oz
8dic/10Off

L’interazione circolare fra scienza ed esperienza

La nostra cognizione emerge dallo sfondo di un mondo che si estende oltre di noi, ma che non può essere rinvenuto separatamente dal nostro radicamento nel corpo. Distogliendo l’attenzione da questa circolarità, per seguire il movimento della cognizione, ci siamo resi conto di come non fosse possibile avere la consapevolezza di un io-sè permanente e durevole. Così, si è rinvenuto come questi diversi aspetti dell’assenza di fondamenti sono in realtà riconducibili ad un’unica forma: l’organismo e l’ambiente si sviluppano uno nell’altro e uno indipendente dall’altro, in quella circolarità fondamentale che è la vita stessa.
Però, se il mondo è privo di fondamento, così come sottendono gli insegnamenti della filosofia e della scienza, come faremo a comprendere la nostra esperienza giorno per giorno? Da un lato, tutto questo può significare che il nostro mondo continuerà ad essere quello degli oggetti, che possono essere definiti reali e indipendenti, e degli eventi che ci sono familiari, anche se dovessimo scoprire che esso sia non prestabilito e ben fondato. Dall’altro lato potremmo, invece, percepire questo mondo familiare come se esso avesse un fondamento, pur sapendo che esso non l’ha. Peraltro, la nostra condizione storica è quella di dover fare della “filosofia senza fondamenti”.

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