Gli ordini di ricursione

Lo studio formale del modo in cui le persone punteggiano la propria esperienza diventa un metodo per individuarne l’epistemologia. I loro modelli abituali di punteggiatura presuppongono degli assunti epistemologici. L’epistemologia, quindi, prende le mosse dall’osservatore, il quale distingue per osservare, punteggiando l’esperienza che ha della realtà. Ciò che l’osservatore osserva può essere descritto e ciò che egli descrive è inteso nei termini di un fare distinzioni su quanto osservato. Si ha, così, un’operazione ricorsiva di fare distinzioni su distinzioni, punteggiature su punteggiature, che ci indirizza, nuovamente verso il mondo della cibernetica, in cui azione e percezione, costruzione e rappresentazione si intrecciano strettamente. I contesti d’azioni sono ordini di ricursione più elevati delle azioni semplici. Ogni contesto di azioni è punteggiato dall’organismo stesso o dalle interazioni sociali in cui esso è inserito. Quindi, cambiare il modo in cui l’organismo punteggia le proprie esperienze è un apprendimento d’ordine più elevato. Tuttavia, un computo epistemologico fondamentale è quello di contraddistinguere gli ordini di ricursione invocati in ogni descrizione/spiegazione.
Quando Bateson ha esaminato i contesti entro i quali si sviluppano le azioni degli individui, ha notato che questi determinano il modo in cui le azioni semplici sono legate in un’organizzazione sociale, ossia il modo in cui le reazioni degli individui alle reazioni di altri individui sono organizzate nel tempo. Quest’ordine di analisi ha dimostrato come nessuna azione sia un’isola e come tutte le azioni siano parti di un’interazione organizzata.
In ogni interscambio sociale, ciascuno di noi conferma la propria particolare concezione di ciò che sta accadendo. Nonostante ciò, non esiste nulla di simile a una dimostrazione oggettiva di quale sia il lato giusto della medaglia. Tutti gli incontri, sociali o d’altro tipo, possono portare al rafforzamento e all’autoconvalida di una concezione particolare. Così, ogni individuo può scegliere come guardare alle proprie concezioni, considerarle parziali e aperte alla correzione o complete e chiuse alla correzione. Naturalmente il ragionamento qui proposto vale per ogni particolare concezione e, quindi, anche per questa concezione delle concezioni.
Esaminando il comportamento degli individui con gli occhi dei processi ricorsivi, ci si può accorgere della presenza di quelli che Bateson chiama “principi dormitivi”. Per esempio, si può descrivere una persona come infelice e senza voglia di fare la qualunque cosa e classificare queste stesse descrizioni come i sintomi di una possibile depressione; successivamente, si può incappare nel rischio di spiegare queste particolari descrizioni come il risultato di un’effettiva depressione e questo vuol dire rifarsi ad un principio dormitivo. Così facendo si considera una singola azione come causata da tutta una categoria di azioni.























