Lo spaventapasseri

La maggior parte delle aziende che si affacciano sul mercato non prendono professionalmente in considerazione il valore aggiunto che si può dare al proprio brand, affidando molto spesso budget anche elevati da investire in comunicazione aziendale a studi grafici, che malgrado siano validi laboratori creativi, al loro interno, di fatto, mancano nell’impiego di risorse professionali dedite al lavoro di creativi, di planner o copy che siano.

Mettere nelle mani di un’agenzia i valori, la passione, l’identità dell’azienda per creare surplus istituzionale, che sia punto di forza e di riferimento per gli acquirenti del settore, è oggi l’obiettivo che un’agenzia di comunicazione deve assurgere: offrire soluzioni di comunicazione integrata e rendere l’investimento in pubblicità utile alle politiche economiche e sociali del prodotto e dell’azienda.

Avere a fianco la giusta agenzia, o se preferiamo l’agenzia fatta ad hoc per l’azienda è molto spesso la sfida più complicata che devono sostenere gli imprenditori o i responsabili marketing aziendali.  Premesso che talune realtà denotino già una forte propensione e apertura ai mercati, affidando ad una figura logisticamente indispensabile dinamiche sulla gestione di analisi di mercato (analisi SWOT sui punti di forza, debolezza, opportunità e minacce, e analisi PEST per quanto concerne i fattori politici, economici, sociali e tecnologici che affronta il brand e l’azienda interfacciandosi con i mercati di riferimento) rimane oggi senza dubbio molto vasto il panorama di aziende che affrontano le tematiche inerenti alla marca e all’azienda con superficialità, vuoi per una tendenza al fai da te, vuoi per agenzie di comunicazione che di anno in anno si fossilizzano in routine lavorative, senza ottemperare al gusto estetico, alla ricerca del nuovo e all’utilizzo di risorse e strumenti efficaci e validi.

La condivisione di valori e idee guida tra l’agenzia e l’impresa è il fondamento da cui partire per costruire successivamente un buon ed efficace rapporto di lavoro, fatto di completa empatia e fiducia nell’impiego dei mezzi e delle risorse.

In definitiva possiamo affermare che le medie e piccole aziende si ritrovano spesso a non impiegare al meglio le loro potenzialità, espresse nei termini di capitale e lavoro, non propendono ancora ad inserire al proprio interno figure, reparti o agenzie dedite allo sviluppo di strumenti e soluzioni, atti all’impresa per rimanere in linea con le altre realtà del settore di riferimento, ritrovandosi così a subire passivamente ed inadeguatamente le strategie dei loro concorrenti.

Come lo Spaventapasseri, nel celebre libro di Frank Baum, Il meraviglioso mago di Oz, nacque allo scopo di spaventare gli uccelli che infestavano il campo di un abitante del paese dei Munchkins, allo stesso modo le aziende devono predisporre strumenti e mezzi rivolti a rafforzare il loro brand nei mercati di riferimento.

Il suo proprietario essendo, come tutti i suoi compaesani, amante del blu, decise di vestire con quel colore lo spaventapasseri appena creato, dipingendogli oltre agli occhi, il naso e la bocca anche due orecchie non molto diritte. Pensò a tutto, tranne che al suo cervello, cosicché lo spaventapasseri stava lì a guardare senza poter pensare, rimaneva dritto in piedi senza far niente, ma la sua tacita presenza, insieme al suo prestigio nel campo, lo proclamavano Re indiscusso in mezzo a quella massa di uccellacci creduloni. Lo spaventapasseri, infatti, venne realizzato talmente bene che le cornacchie, dopo averlo visto, credendolo un vero uomo, non provavano nemmeno ad avvicinarsi. Una di esse però, più esperta e vecchia delle altre, convinse le compagne della reale origine del loro nemico.Le cornacchie dunque, prese di coraggio, devastarono il campo nel quale si trovava lo spaventapasseri che, affranto per l'accaduto, si disperava.”

Commenti (0) Trackback (0)

Ancora nessun commento.


Lascia un commento


Ancora nessun trackback.