Il blog di Oz Il magico mondo della comunicazione

5mar/100

Tron Legacy trailer

Tron Legacy trailer from Colorcubic on Vimeo.

Produced by: Digital Domain
Directed by: Joseph Kosinski
© Walt Disney Pictures®. All rights reserved.

5mar/100

MK Adagio

MK Adagio from Eaton Crous Counterstrike on Vimeo.

Redesign of on-air imaging of the alternative music channel MK. Some of SA's top bands were used as MK brand ambassadors to communicate the ethos or vibe of the channel.

Credits:
Orijin
Creative Director: Leon Schoeman
Producer: Rudy Senate
Art Direction/Creative Director, Design, Animation and  Post  Production: Eaton Crous
Sound Design: Juice.
Produced by Orijin for MK, South Africa

http://www.orijin.co.za - http://beta.mnet.co.za/MK

4mar/100

Sao Paulo de muitos

São Paulo de muitos from ciadefoto on Vimeo.

4mar/100

I fattori espressivi del montaggio

I fattori espressivi del montaggio sono elementi non produttori di significato che enfatizzano l’emotività dell’azione scenica.


SCANSIONE

Il passaggio da un’inquadratura ad un’altra fa variare non solo le immagini, ma anche le grandezze scalari di campo/piano, le determinazioni cromatiche ed i valori sonori. Esistono due tipi fondamentali di scansione: per analogia e continuità (dolce) come avveniva nel cinema classico, e per contrasto e discontinuità (violenta), tipica dell’horror e del thriller ed usata da Ejzenstein.


RITMO
(o scansione temporale)

Il movimento è l’essenza del cinema in quanto è responsabile dell’effetto di realtà. Diversi tipi di movimento: un doppio movimento interno all’inquadratura dovuto allo spostamento fisico delle persone e/o cose e quello dei movimenti di macchina (m.d.m.); un movimento esterno prodotto dal montaggio con cambio della grandezza scalare e/o angolazione.


RITMO PURO

Griffith è stato il primo ad intuire l’importanza del ritmo ai fini di un’organizzazione emotiva delle immagini. Negli anni ’20 due scuole si animarono sull’argomento: la scuola sovietica con Kulesev e Ejzenstejn, alla ricerca di concetti astratti, e la scuola francese, alla ricerca di un ritmo puro. Griffith diede ad alcune sequenze del film una nuova ritmica accelerata, montando inquadrature progressivamente più corte. Mitry sostiene come un ritmo puro, portatore di significazione autonoma, non può esistere al cinema, ma può solo costituire un’ulteriore qualificazione emotiva, che serve ad enfatizzare i significati preesistenti.


MONTAGGIO RITMICO

Con la curva d’attenzione Spottiswoode afferma che il valore emotivo di un film risulta dal contenuto dell’inquadratura e dalla frequenza di taglio del montaggio. La durata ideale di un’inquadratura corrisponde al suo tempo di lettura. Spottiswoode nota che se il taglio di un’inquadratura interviene prima che sia raggiunto il suo picco di massimo interesse provoca insoddisfazione nello spettatore; al contrario, se interviene dopo, provoca impazienza. Per Spottiswoode il taglio deve avvenire nel punto di massimo interesse; tagliare prima che il valore emotivo torni a zero provoca un residuo, che si va a sommare all’inquadratura successiva, producendo man mano un maggiore effetto di accumulazione dovuto ad un maggiore aumento della frequenza di taglio (15”). Alcune situazioni narrative richiedono un certo tipo di emotività espressa da un montaggio veloce e serrato (es. sequenze d’azione), altre richiedono un montaggio più ampio e disteso (es. momenti drammatici e sentimentali).
Quindi, in definitiva, occorre alternare ritmi serrati a ritmi più distesi poiché la vicinanza di ritmi diversi serve a enfatizzare l’effetto di ognuno di essi. Il ritmo deve essere inteso come una variazione.


IL RITMO NEL CINEMA CONTEMPORANEO

Il ritmo è inteso come una variazione, e non come un’accelerazione, e ciò che conta è il tempo psicologico dello spettatore. Nei film di largo respiro narrativo e/o d’interesse psicologico il taglio viene posticipato rispetto al picco d’interesse perché è più funzionale all’espressività del discorso filmico. Questi “tempi morti” permettono allo spettatore di fare proprio lo stato psicologico di un personaggio; al contrario, quando il taglio è anticipato si viene a creare nello spettatore un’accumulazione e una voglia di completamento che tengono desta la sua attenzione e lo coinvolgono empaticamente nell’azione.

4mar/100

Fratello, dove sei?

4mar/100

Non e’ un paese per vecchi

4mar/100

Il montaggio o post-produzione

Il montaggio è considerato il momento fondante del cinema perché è in questa fase che le inquadrature si costituiscono in linguaggio e permettono di costruire discorsi audiovisivi.

Le funzioni del montaggio:

  • Informativa – Descrittiva
  • Narrativa
  • Metaforica – Concettuale
  • Ritmica


TEORIE ESTETICHE DEL MONTAGGIO

Montaggio delle attrazioni

Da un lato Kulesov dimostra che il rappresentare del cinema significa sia capacità di ripresentare ciò che già esiste nella realtà, che possibilità di presentare ciò che nella realtà non esiste; dall’altro Ejzenstejn sviluppa una sua teoria che chiama “montaggio delle attrazioni”: è ogni elemento dell’attrazione che sottopone lo spettatore ad un’azione sensoria o psicologica. Questo montaggio non si basa sulla concatenazione crono-logica delle immagini, ma su uno scontro delle stesse producendo emotività e significazione. Se a tutto questo si aggiunge la mancanza, in molti film, di un eroe centrale a favore del protagonista ”massa” si intuisce come questo montaggio non abbia avuto successo nel cinema commerciale.


Montaggio analitico

Caratterizza il cinema americano e mondiale degli anni ’30, ma è anche dominante nel cinema contemporaneo.
Il montaggio analitico, elaborato da Griffith, si basa sulla moltiplicazione del punto di vista e del carrellato spezzettamento della scena in tante inquadrature, che propongono, da un lato, un miglioramento della qualità delle immagini e, dall’altro, consentono di concentrare l’attenzione dello spettatore solo sui dati più essenziali. Lo spettatore è così indotto a credersi partecipe degli eventi cui assiste e a giustificare i punti di vista proposti dalla cinepresa.


Montaggio proibito

"Quarto Potere" di Orson Welles è uno spartiacque fra il cinema in montaggio analitico e il cinema moderno, perché con il suo montaggio in profondità di campo rinuncia allo spezzettamento dell’azione e alla moltiplicazione del punto di vista. La rinuncia alla frammentazione della scena e alla moltiplicazione del punto di vista fu già ripresa da Rossellini e da tutto il Neorealismo italiano con lo scopo dichiarato che le immagini restituissero il vero della realtà rappresentata.
Bazin ci parla di “montaggio proibito” quando non è consentito utilizzare il campo-controcampo per fare vedere due aspetti simultanei di un’azione (es. domatore e leone). Sull’onda della sue teorie, Godard, Truffaut e Antonioni cominciarono a fare uso di lunghe, complesse ed ininterrotte inquadrature in movimento, che restituivano lo sviluppo di un’intera situazione narrativa (piani-sequenza).


Piano sequenza

Il piano sequenza riporta in forme inalterate la continuità spazio temporale della realtà e dà allo spettatore la sensazione di essere presente sulla scena muovendo la proprio testa. Il piano sequenza non ha il compito di riportare, in forma inalterata, la verità della realtà, ma suggerisce l’unità ideale e la continuità ideologica di fatti e persone vissute in epoche e luoghi diversi.


Il montaggio nel cinema contemporaneo

Il cinema contemporaneo usa sempre di più la cinepresa come una "caméra-stylo" ed il linguaggio come uno strumento plasmabile ai fini di una scrittura creativa molto personalizzata. Tutto può essere mischiato perché il risultato sia funzionale a ciò che s’intende esprimere.

3mar/100

Kuklos


Oggi è un sorriso che vi lascio dentro
perché la serenità che albeggia in me
riposerà in voi al calar di questo stesso giorno che riparte
la notte così potremo immaginarla come vorremo
con tutte le stelle intorno e una luna che ci strizza l’occhio
lei ha capito cosa l’attende e tu vivi e ridi
e sii contento nel tuo perderti

Oz ©

3mar/100

Alma

Alma from Rodrigo Blaas on Vimeo.

3mar/100

Sin City – Marv Story

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