Il blog di Oz Il magico mondo della comunicazione

6mar/100

Non aver paura del buio


è così che mi butto a capofitto nelle avventure
che nemmeno mi chiedo più il perchè e per come delle cose...
non ho più paura del buio... e sto lì a prendere tutto quello che arriva,
senza che in fondo io lo stessi cercando.
mi sono chiesta in questi giorni parigini che cosa stessi cercando,
che cosa potessi prendere da questa esperienza, e non vedevo...
niente tristezze o che so io...per dio sono a parigi...
solo nessun contorno... pochi prima... pochi dopo
e io come un blocco all'infinito nel nulla...

ma poi arriva chi mi prende per mano e mi accompagna...
mi accende le luci quando è bene che io veda,
quando sa che quello che vedrò sarà proprio quello che mi farà sorridere,
illuminare gli occhi...
che non ho ben capito il suo ruolo nella mia vita...
ma se io lo chiamo sensei non è solamente per il motivo che immagina,
ma per infiniti altri motivi...

ma soprattutto perchè mi prende la mano e mi accende le lucine tutte intorno.

Alice P.

aliceacconsente ©

2mar/100

Attend!

non si passeggia per un mercato senza comprare niente... la gente lo nota insomma... e quindi dopo aver scorazzato tra le bancarelle del marchè d'aligre tutta contenta, e dopo essermi sentita mille occhi addosso contrariati della mia macchina fotografica penzolante mi allontano... passo da una piazzetta che momentaneamente è adibita a deposito dei vari commercianti che vi appoggiano casse cassette cassettine e tutta una enorme varietà di prodotti della terra non proprio freschi.
c'è un uomo di origini arabe che ha tutta l'aria di aspettare qualcuno o qualcosa... e io lo osservo per un sacco di tempo, ma lui per tutto il tempo guarda alla sua destra con l'aria impaziente... e io penso che potrei sedermi anche io ad aspettare. non so bene cosa aspetto, ma qualcosa anche io la sto aspettando, e magari se mi sedessi vicino a questo signore con la testa rivolta verso destra, ecco lo vedrei arrivare questo qualcosa questo qualcuno, e capirei finalmente se questa attesa lunghissima ha un senso di essere o se semplicemente è quell'alibi che mi do per non chiudere mai la porta.

Alice P.

aliceacconsente ©

1mar/100

Il est tres simple: on ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux.

ancora una volta lucine, louvre tour eifell
ters jolie tutte cose, e tutte uose...
domani vado in una casa nuova... ancora una volta.
il mio destino da invisibile al quale non riesco a sottrarmi mi ha portato, anche qui a parigi, a effettuare varie transumanze con valigia al seguito, che non ho il tempo di abituarmi ad un posto che me ne devo andare in un altro...
la casa nuova è in una posizione bellissima... vicino al louvre super centrale che già so che mi troverò tutte le sere a godere delle mie lucine...
una coppia di giapponesi guarda il fantastico spettacolo della torre eiffell che ogni ora si illumina tutta ad intermittenza.
stanno li immobili per svariato tempo, e io dietro di loro gioco con la messa a fuoco e muoio di freddo

stasera sono felice...
ma tu lo stai vedendo che bella parigi? chi sa se riesco a farti capire quanto è stupenda.
ma che in ogni caso E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi ed è per questo, si, che mi manca milano. a la follie

Alice P.

aliceacconsente ©

25feb/100

Gaspillage

E' una notte buia e tempestosa, ma a parigi ci sono sempre le lucine e i luna park a rallegrare anche le peggiori tempeste...
è così che gira che ti rigira sto sempre con gli occhioni spalancati ad amare questa città ogni giorno di più... che non vedo l'ora, quando tornerò a milano, di sentirne la mancanza per tornarci e per riandarmene e ritornarci...
in questi giorni sono parigina, più di prima...
ieri mi dirigo in un locale vicino al pompidou... per la prima volta da quando sono a parigi ho mangiato una crepes, ma si può?? proprio io che ho lavorato per tanto tempo in un locale dove si facevano crepes, e le facevo anche io le crepes... buonissime tra l'altro, ero la regina delle crepes alla nutella...
va bè... cmq è la mia prima crepes, ma la più buona di parigi secondo me...
e comuqnue, mentre cammino per raggiungere nico e gli altri passo da una fontana con delle statue tutte colorate con forme strane, fontana che si trova proprio a fianco del centro pompidou... troppo carina... e mi dico tra me e me che è proprio uno spreco...
uno spreco enorme...
perchè non riuscirò e vedere tutto quello che vale la pena vedere a parigi.
e dovrò tornarci in vacanza mi sa, che ho troppo poco tempo per girare quanto vorrei...
dopo la crepes andiamo in un locale bellissimo...
sul tetto era dipinto un cielo stellato bellissimo... penso ad anto e mi viene da ridere...
mi addanno un sacco, che non ho portato con me la macchina fotografica...
la porto sempre dappertutto...
ci svacchiamo su un divano di quelli che ti ingloba dentro... di quelli che non puoi più alzarti... di quelli che ti viene voglia di appoggiare la testa sulla spalla di colui che è a fianco a te e chiudere gli occhi e aspettare che l'effetto della birra passi... nel frattempo goderti la testa che gira, la musica, il tepore del locale e quello umano... la gente che entra e si saluta sempre, perchè qui ti salutano tutti basta che ti incrocino lo sguardo... automaticamente hai diritto al saluto, penso a peppe e agu che questa cosa la amerebbero...
torno a casa... a casa... il solito casino che genero in 5 minuti... vado a letto, ma non dormo... dormire ultimamente non mi piace molto... effettivamente mentre dormi perdi un sacco di tempo, questo l'ho sempre sostenuto... guardo ben 2 film senza addormentarmi... chi mi conosce lo sa che questa per me è davvero una novità...
e penso che è davvero un spreco dormire, un enorme spreco.

Alice P.

aliceacconsente ©

24feb/100

Scepa’ (je ne sais pas)


l'odore della mia vita in questa casa parigina mi pervade tutte le narici, e nemmeno il caffè che è appena uscito riesce a cancellare le tracce dell'odore... e così faccio un pò fatica a chiudere le valige e provo insistentemente ad imprigionare questo odore, ma lui fa resistenza... vuole restare in questa casa, maledetto lui.

ultimo giorno parigino... salutata da una nevicata di quelle incredibili, che per ore è stato tutto bianco, con i mucchietti di neve sui bordi delle strade e i fiocchetti sulle teste delle persone... e i tetti azzurrini grigini e bianchi...e parigi innevata, cosa si può sperare di più romantico??
saluto tutti in ufficio, ma con la loro solita freddezza francese mi rendono tutto più facile, io che in cuor mio avevo le lacrime in gola... soprattutto nel momento in cui dovevo salutare alcuni di loro, ma loro una pacca sulla spalla... tanti saluti, grazie avanti il prossimo...
è così, alla fine, rapido e indolore tutto sommato.
al solito
ansia prepartenza, che arriva di default, che non c'è mai un vero motivo per entrare in ansia... torno a casa... ma è sempre così.
mille valige, nessun oggetto materiale mi riporta a casa, o per lo meno nessun oggetto materiale acquistato perchè in parigi... no no.
gli occhi colmi... pieni zeppi di bellezza, che ho fatto la scorta per mesi e mesi posso ritenermi appagata dalla bellezza!
l'ultima doccia mi aspetta.
finisco il caffè mi coccolo un pò nel divano di pelle arancione e poi mi tiro la porta dietro le spalle, senza chiudere a chiave che quasi quasi ritorno indietro...

Alice P.

aliceacconsente ©

24feb/100

Lost in supermarket

aliceacconsente ©

17feb/100

Cecita’

"Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente,
è l'unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un'anima.
"

Josè Saramago "Cecità"

aliceacconsente ©

14feb/100

Promenade

0911231700Emanuele era solito cucinare le uova alla promenade... erano le uova?
No! perchè davvero ho memoria di questa parola, ma non ricordo a quale dei tuoi meravigliosi manicaretti si riferisse... va bè! Io oggi ho fatto una bella lunga promenade.
L'intenzione è quella di andare al Paris photo, ma lungo la strada... ecco c'è un luna park...
vengo letteralmente investita da milioni di lucine, passeggiate, alberi, foglie, ponti, palazzi... tutto a vista...
da ogni lato in cui guardo vedo cose incredibili, ma di quelle che quando le guardi resti un attimino senza fiato, che poi le conosci già: la Tour Eiffell, il Louvre, la Senna, le foglie, le barche, i ponti... tutte cose che hai visto e vissuto, ma son lì tutte insieme e tutte con quelle lucine che ti ipnotizzano... così, quella che era una missione ben precisa si è immedatamente trasformata in una smania di guardare e farmi riempire da tutte quelle lucine e personcine passeggianti... vedo quadri dappertutto... piccoli quadri fantastici e gente che come te si meraviglia ad ogni passo... mi perdo nella strada per il Louvre...
arrivo tardi al Paris photo e devo guardare correndo, che poi non mi fa nemmeno impazzire, che ci sono troppe foto e mi viene la confusione. Allora non vedo l'ora di tornare di nuovo fuori al luna park.

Alice P.

aliceacconsente ©

13feb/100

Love the rain

0911101850

"Ieri notte mi è successa una cosa bellissima…
percorrevo il solito tragitto della metro gialla, fino a casa mia, sul lettore mp3 ascoltavo una canzone in loop, Eternal Sunshine, che da qualche giorno è la mia ossessione (per un sacco di motivi... ma anche perché è in inglese, si! ma il testo è breve e semplicissimo… ho imparato le parole e la canto bene… senza sbagliare o farfugliare pronunce improbabili!!!).
Tenevo la testa appoggiata sul braccio, a sua volta appoggiato nel ferro del sedile della metro (quando viaggio la sera sto sempre in questa posizione... molto rilassante). Per tutto il tragitto c’era un tizio di fronte a me…si vedeva che era pensieroso… occhi enormi, arrossatissimi, sguardo perso… Io pensavo... pensieri di ogni genere: futuro, lavoro, studio, passioni, amori, non amori, sesso, non sesso... dubbi e perplessità, varie ed eventuali… le solite stronzate di noi femmine… (ho notato che, la sera quando torno da lavoro, mi piace crogiolarmi nelle mie insicurezze).

Uscita dalla metro c’era il diluvio… una pioggia fortissima, ogni goccia era cicciona, ma non pesante, morbida, molto dolce… ho iniziato a correre sotto la pioggia a più non posso (ok… sono lentissima... il mio “più non posso” corrisponderà ad un “passo svelto” per la maggior parte degli esseri umani!!!) e nel lettore sempre quella canzone... ad un tratto, avevo il fiatone e ho rallentato, fino a riprendere una andatura calma e rilassata… percepivo adesso i capelli bagnati e le gocce che mi cadevano dappertutto, sul viso ed il vestitino tutto appiccicato addosso (che faceva molto porno star anni 90)… così ho cominciato a ridere… ad amare la pioggia… impagabile sensazione di libertà. Ho pensato anche che sarei potuta morire quando la canzone sarebbe finita per l’ennesima volta."

Alice P.

aliceacconsente ©

26gen/100

Dance me to the end of love


Guardava a tutto come ad una novità,
una sorpresa che arrancava nella sua vita
a contrastare quello che era stato statico:
si cullava e si curava di questo
e per questo stesso ne gioiva e ne soffriva.

Oz ©

aliceacconsente ©

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