Prima vera solitudine
Tramonto d’immagini nell’aria tiepida di primavera
il mio cuore arde e non so di cosa
armonioso muoversi e dolce cullarsi in un fragrante orizzonte
scorgere ed accarezzare quel lieve vento
brividi passeggeri
rondini
e il sogno s’infrange
sparito e volato via in fondo al cuore
Oz ©
Non aver paura del buio

è così che mi butto a capofitto nelle avventure
che nemmeno mi chiedo più il perchè e per come delle cose...
non ho più paura del buio... e sto lì a prendere tutto quello che arriva,
senza che in fondo io lo stessi cercando.
mi sono chiesta in questi giorni parigini che cosa stessi cercando,
che cosa potessi prendere da questa esperienza, e non vedevo...
niente tristezze o che so io...per dio sono a parigi...
solo nessun contorno... pochi prima... pochi dopo
e io come un blocco all'infinito nel nulla...
ma poi arriva chi mi prende per mano e mi accompagna...
mi accende le luci quando è bene che io veda,
quando sa che quello che vedrò sarà proprio quello che mi farà sorridere,
illuminare gli occhi...
che non ho ben capito il suo ruolo nella mia vita...
ma se io lo chiamo sensei non è solamente per il motivo che immagina,
ma per infiniti altri motivi...
ma soprattutto perchè mi prende la mano e mi accende le lucine tutte intorno.
Alice P.
Allo specchio
Indosso
un corpo istrione
per civetterie sincere
da camuffare
scappano
lacrime ladre
timidi sguardi
mimi imbarazzati
con ironia
addolcisco
errori testardi
capricciosa
e conservo
l’amaro sulle labbra
il tocco umido del pianto
sulla pelle.
Lu ©
Attend!
non si passeggia per un mercato senza comprare niente... la gente lo nota insomma... e quindi dopo aver scorazzato tra le bancarelle del marchè d'aligre tutta contenta, e dopo essermi sentita mille occhi addosso contrariati della mia macchina fotografica penzolante mi allontano... passo da una piazzetta che momentaneamente è adibita a deposito dei vari commercianti che vi appoggiano casse cassette cassettine e tutta una enorme varietà di prodotti della terra non proprio freschi.
c'è un uomo di origini arabe che ha tutta l'aria di aspettare qualcuno o qualcosa... e io lo osservo per un sacco di tempo, ma lui per tutto il tempo guarda alla sua destra con l'aria impaziente... e io penso che potrei sedermi anche io ad aspettare. non so bene cosa aspetto, ma qualcosa anche io la sto aspettando, e magari se mi sedessi vicino a questo signore con la testa rivolta verso destra, ecco lo vedrei arrivare questo qualcosa questo qualcuno, e capirei finalmente se questa attesa lunghissima ha un senso di essere o se semplicemente è quell'alibi che mi do per non chiudere mai la porta.
Alice P.
“Dicono che”
Abituati come siamo ad un movimento continuo e stressante di pensieri e parole, fermarsi un momento e non trovare da fare e da pensare può sembrare un paradosso nefasto, sconcertante, una noia nauseante a tal punto che era preferibile quella stanchezza formattata d’impegni da cui non vedevamo l’ora di disintossicarci fino ad un attimo prima di fermarci e riposare. Il panico: e che? non ho niente da fare? Allora chi con prontezza salvifica, chi dopo una lunga serie di lamentele, tutti troviamo un qualcosa da fare per impegnare questo tempo che… altrimenti che ci sta a fare?
La selezione mica è difficile, c’è sempre qualcosa che desideriamo fare e centrare come un obiettivo a cui tendere: dal più banale mangiare al più complesso lavorare, dove il grado di complessità dei desideri è proporzionale alla difficoltà della scelta e dell’apparato di limitazioni che essa comprende.
Ma il punto delle questione, metabolizzato in un momento di stasi che volevo presto rimpiazzare, non è la necessità di scegliere un diversivo (nei fatti dispersivo!) ma il suo contenuto e il suo perché: si sceglie ciò che si desidera e ci identifica - considerato la difficoltà della realizzazione meglio dire che si sceglierebbe, condizionale, sempre ciò che si desidera e che ci identifica - e questo perché fissata (o solo ipotizzata) col tempo una nostra identità saremo tanto più felici - la felicità è il fine delle nostre azioni, il loro perché, filosoficamente parlando - quanto più riusciremo a realizzarla, a portarla a compimento questa nostra identità. Quindi, stabilito cosa scelgo e perché lo scelgo, trafficando ancora con se stessi , c’è da chiedersi quali desideri e identità ci appartengono realmente, nascendo dall’anima come segni distintivi dell’io, e quali sono invece meno significative abitudini che la realtà esterna e capziosa nei suoi colossali meccanismi, ci insegna, o ci inculca, senza neanche accorgercene. Talvolta mi sembrano così scontate, così amorfe, le azioni e i pensieri che condividiamo che la realtà mi assomiglia drasticamente ad un’asta di “identità” da accalappiare in fretta per realizzarsi. Che tristezza!
L’identità è un’incognita da risolvere pian piano, attraverso l’analisi e la sintesi dei desideri, delle potenzialità innate o acquisite con l’esperienza che vanno messe a frutto perché la nostra vita abbia un’architettura specifica. Se l’insieme delle nostre attività è un surrogato della società, quasi una grazia, una misericordia concessa perché avessimo un qualcosa da fare, un qualcosa a cui pensare, un qualcosa a cui siamo stati abituati a dipendere, quasi fosse lo scopo della nostra vita…c’è da chiedersi cosa sia l’identità…
Desiderare
desiderare
prima ancora
dei pasti
dei pensieri
del mio lavoro
una misericordia
se non chiedi
sai replicare?
Grazie fatali
un parto
di bisogni
di limitazioni
e me stessa
condivisa
di identità
anonime
la Natura
s’affretta
a dimenticarsi
di sé
senza lezioni
d’amore.
Lu ©
Kuklos

Oggi è un sorriso che vi lascio dentro
perché la serenità che albeggia in me
riposerà in voi al calar di questo stesso giorno che riparte
la notte così potremo immaginarla come vorremo
con tutte le stelle intorno e una luna che ci strizza l’occhio
lei ha capito cosa l’attende e tu vivi e ridi
e sii contento nel tuo perderti
Oz ©
Il est tres simple: on ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux.
ancora una volta lucine, louvre tour eifell
ters jolie tutte cose, e tutte uose...
domani vado in una casa nuova... ancora una volta.
il mio destino da invisibile al quale non riesco a sottrarmi mi ha portato, anche qui a parigi, a effettuare varie transumanze con valigia al seguito, che non ho il tempo di abituarmi ad un posto che me ne devo andare in un altro...
la casa nuova è in una posizione bellissima... vicino al louvre super centrale che già so che mi troverò tutte le sere a godere delle mie lucine...
una coppia di giapponesi guarda il fantastico spettacolo della torre eiffell che ogni ora si illumina tutta ad intermittenza.
stanno li immobili per svariato tempo, e io dietro di loro gioco con la messa a fuoco e muoio di freddo
stasera sono felice...
ma tu lo stai vedendo che bella parigi? chi sa se riesco a farti capire quanto è stupenda.
ma che in ogni caso E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi ed è per questo, si, che mi manca milano. a la follie
Alice P.
Gaspillage
E' una notte buia e tempestosa, ma a parigi ci sono sempre le lucine e i luna park a rallegrare anche le peggiori tempeste...
è così che gira che ti rigira sto sempre con gli occhioni spalancati ad amare questa città ogni giorno di più... che non vedo l'ora, quando tornerò a milano, di sentirne la mancanza per tornarci e per riandarmene e ritornarci...
in questi giorni sono parigina, più di prima...
ieri mi dirigo in un locale vicino al pompidou... per la prima volta da quando sono a parigi ho mangiato una crepes, ma si può?? proprio io che ho lavorato per tanto tempo in un locale dove si facevano crepes, e le facevo anche io le crepes... buonissime tra l'altro, ero la regina delle crepes alla nutella...
va bè... cmq è la mia prima crepes, ma la più buona di parigi secondo me...
e comuqnue, mentre cammino per raggiungere nico e gli altri passo da una fontana con delle statue tutte colorate con forme strane, fontana che si trova proprio a fianco del centro pompidou... troppo carina... e mi dico tra me e me che è proprio uno spreco...
uno spreco enorme...
perchè non riuscirò e vedere tutto quello che vale la pena vedere a parigi.
e dovrò tornarci in vacanza mi sa, che ho troppo poco tempo per girare quanto vorrei...
dopo la crepes andiamo in un locale bellissimo...
sul tetto era dipinto un cielo stellato bellissimo... penso ad anto e mi viene da ridere...
mi addanno un sacco, che non ho portato con me la macchina fotografica...
la porto sempre dappertutto...
ci svacchiamo su un divano di quelli che ti ingloba dentro... di quelli che non puoi più alzarti... di quelli che ti viene voglia di appoggiare la testa sulla spalla di colui che è a fianco a te e chiudere gli occhi e aspettare che l'effetto della birra passi... nel frattempo goderti la testa che gira, la musica, il tepore del locale e quello umano... la gente che entra e si saluta sempre, perchè qui ti salutano tutti basta che ti incrocino lo sguardo... automaticamente hai diritto al saluto, penso a peppe e agu che questa cosa la amerebbero...
torno a casa... a casa... il solito casino che genero in 5 minuti... vado a letto, ma non dormo... dormire ultimamente non mi piace molto... effettivamente mentre dormi perdi un sacco di tempo, questo l'ho sempre sostenuto... guardo ben 2 film senza addormentarmi... chi mi conosce lo sa che questa per me è davvero una novità...
e penso che è davvero un spreco dormire, un enorme spreco.
Alice P.
Scepa’ (je ne sais pas)

l'odore della mia vita in questa casa parigina mi pervade tutte le narici, e nemmeno il caffè che è appena uscito riesce a cancellare le tracce dell'odore... e così faccio un pò fatica a chiudere le valige e provo insistentemente ad imprigionare questo odore, ma lui fa resistenza... vuole restare in questa casa, maledetto lui.
ultimo giorno parigino... salutata da una nevicata di quelle incredibili, che per ore è stato tutto bianco, con i mucchietti di neve sui bordi delle strade e i fiocchetti sulle teste delle persone... e i tetti azzurrini grigini e bianchi...e parigi innevata, cosa si può sperare di più romantico??
saluto tutti in ufficio, ma con la loro solita freddezza francese mi rendono tutto più facile, io che in cuor mio avevo le lacrime in gola... soprattutto nel momento in cui dovevo salutare alcuni di loro, ma loro una pacca sulla spalla... tanti saluti, grazie avanti il prossimo...
è così, alla fine, rapido e indolore tutto sommato.
al solito
ansia prepartenza, che arriva di default, che non c'è mai un vero motivo per entrare in ansia... torno a casa... ma è sempre così.
mille valige, nessun oggetto materiale mi riporta a casa, o per lo meno nessun oggetto materiale acquistato perchè in parigi... no no.
gli occhi colmi... pieni zeppi di bellezza, che ho fatto la scorta per mesi e mesi posso ritenermi appagata dalla bellezza!
l'ultima doccia mi aspetta.
finisco il caffè mi coccolo un pò nel divano di pelle arancione e poi mi tiro la porta dietro le spalle, senza chiudere a chiave che quasi quasi ritorno indietro...
Alice P.
Lusciuru
fici nsognu a stanotti
uncupunatu comu nniuru
lusciuru taliava u mari
l'acqua era di nculuri
ca non si discrivi
pieru mi rissi
chianciu e basta
pa vita e pa mala sorti
iu ci sugnu cia rispunnii
e n'abbracciu ni resumu
senza putiri arrispirari
ni taliamu nda l'occhi
e capemu
ca a malasorti non esisti
ma rignunu pi sempri
l'amuri, a collira, a cumprinsioni
e du para i marruni
t © 2009
Invisible energy
Io sono natura
sono acqua e vita
luce e calore
bellezza divina
a servizio della scienza
infinito ed essenza
sapienza e crudeltà
Oz ©
stephen tamisie ©
Ma tu che vai, ma tu rimani
Voli contrastanti all’imbrunire della sera
si alzano in cielo per scoprire dov'è la luce che porta alla salvezza della vita.
La nebbia sorvola i loro voli alti e squilibrati e confonde le loro direzioni verso l’ignoto.
La luce è all’orizzonte, la vedo, la vede.
Loro hanno destini diversi, tracceranno traiettorie diverse per giungervi;
chissà, se prima o poi uniranno i loro cammini evitando che entrambi i passi si annullino,
chissà davvero.
Oz ©
Occhi aperti pi ‘nsunnari
u visti abballannu
comu na ugghia 'ndo pagghiaru
filici e cuntentu comu 'nfuddettu
u suli si vireva tra na cezza e l'urizzunti
parrava di cinima e turmentu
di comu sta terra avia nu chiantu
di quannu li siculi 'nda li seculi
s'ammiscavuni a rutuluni
cu li populi d'orienti
si cuntavunu li storie
di li pupi e li guverni
lu passatu e lu prisenti
pi l'amuri di lu munnu
'nsunna e moviti pi sempri
t © 2009











