3mag/100

Prima vera solitudine

Tramonto d’immagini nell’aria tiepida di primavera
il mio cuore arde e non so di cosa
armonioso muoversi e dolce cullarsi in un fragrante orizzonte
scorgere ed accarezzare quel lieve vento
brividi passeggeri
rondini
e il sogno s’infrange
sparito e volato via in fondo al cuore

Oz ©

8apr/100

sciarpe e ventagli

arriva il giorno in cui ti rendi conto che non è la lana a riscaldarti...
ma per nulla anzi...
arriva il giorno in cui ricevi un regalo... un regalo bellissimo... un regalo insolito...
un ventaglio... un ventaglio vecchio... tutto fatto a mano... solo legnetto e carta... e appena lo apri si va formando un motivo pseudo cinese o giapponese... dipinto a mano... tutto nero con i disegni argentati... sulla sinistra dei fiori...
sulla destra un gruppo di donne che camminano sull'erba...
e dunque... ricevo questo regalo seduta al tavolino di un bar di faubourg di saint-antoine... penso il bar più squallido di parigi... sono seduta là fuori da un bel pò... bevo una birra e mi congelo letteralmente le mani e la faccia... e un pò tutto il resto... poi mi viene appoggiato in mano questo ventaglio e sento subito caldo, caldissimo, e mi sventolo pure...
ancora più caldo...
dicono che nel week end la temperatura si abbasserà a meno 5 gradi... la massima meno uno... devo ricordarmi di portarmi in giro il ventaglio.

dopo essermi riscaldata per bene... direzione cinema...
vedo il film di jarmush... una fotografia meravigliosa dopo l'altra mi tiene con gli occhi spalancati per 2 ore filate... senza che nemmeno accorgermi del tempo che passa... della storia non capisco troppo... e non perchè non comprendo i dialoghi, quasi inesistenti, in inglese, perchè qui non doppiano...!! ma poco, pochissimo importa... mi è venuta una gran voglia di riguardarlo, mettendo il mute...
e poi di andare a fare un mione di miliardi di fotografie...

ma ahimè anche oggi non ho la macchina fotografica... e così dopo il cinema andiamo in un locale pazzesco... si chiama la madonna o qlc del genere...
è senza ombra di dubbio il paradiso di giacomo.
(prometto che prima di ripartire ci torno solo per fare delle foto)
madonne e cristi ovunque... pieno zeppo... atmosfera mistica... poi vai in bagno... un orda di immagini porno, ma veramente porno... un posto incredibile...
vorrei rubarmi una di quelle statue, miliardi, sparpagliate per il locale... per portarla a giacomo... ma altererei l'equilibrio di quel posto meraviglioso...

torno a casa... sonno e sorrisi a gogo
dormo da dio. per la prima volta da un mese non sogno niente... ma proprio niente... sono in coma... suona la sveglia stamattina... solita bestemmia di default...
oggi è venerdì
che bello

Alice P.

aliceacconsente ©

6apr/100

MAO

passeggio sotto la pioggia e mi capitano a tiro certi colori in basso che non posso fare a meno di fermarmi incantata e sporgermi dalla ringhiera... il colore di quel pavè è ipnotico... sarà la luce, la pioggia... poi mmediatamente dopo resto ipnotizzata da sto tale che nonostante piova e tiri un vento che manco a marsiglia il mistral... legge la biografia di mao...
e sorrido
è un quadro quello che ho sotto di me penso... e penso che merita una foto...
sempre il giorno che sono diretta a paris photo ho incontrato molte più cose fuori dal louvre, che dentro, che invece è una specie di centro commerciale zeppo di negozi che poco hanno a che vedere con l'arte, e il tutto mi ha un pò deluso... che bù... m'aspettavo di entrare in un luogo sacro... ma è molto più sacro l'esterno, nella strada...
e così dopo la visita continuo a gironzolare... un pò infastidita dalla pioggia, ma neanche tanto... che tutto sommato chi mi conosce lo sa che quando piove divento irritata ed irritante, e invece sorrido e mi guardo intorno e ogni tanto penso che tutto quest'umido lo sentirò tra un pò, ma chissene...

poi ho trovato una fototessera...
ora...
l'ho raccolta e ho pensato nella mia vuota testa, che non puoi trovare una fototessera a parigi, è troppo un luogo comune, troppo una cosa che ti fa pensare ad amelie... cioè non puoi per nulla... e invece io l'ho trovata... me la sono tenuta... il ragazzo ritratto avrà si e no 16 anni... ha la faccia un pò paffutella... sarebbe stato bello incontrarlo... ho pensato...

Alice P.

aliceacconsente ©

27mar/100

Non aver paura del buio


è così che mi butto a capofitto nelle avventure
che nemmeno mi chiedo più il perchè e per come delle cose...
non ho più paura del buio... e sto lì a prendere tutto quello che arriva,
senza che in fondo io lo stessi cercando.
mi sono chiesta in questi giorni parigini che cosa stessi cercando,
che cosa potessi prendere da questa esperienza, e non vedevo...
niente tristezze o che so io...per dio sono a parigi...
solo nessun contorno... pochi prima... pochi dopo
e io come un blocco all'infinito nel nulla...

ma poi arriva chi mi prende per mano e mi accompagna...
mi accende le luci quando è bene che io veda,
quando sa che quello che vedrò sarà proprio quello che mi farà sorridere,
illuminare gli occhi...
che non ho ben capito il suo ruolo nella mia vita...
ma se io lo chiamo sensei non è solamente per il motivo che immagina,
ma per infiniti altri motivi...

ma soprattutto perchè mi prende la mano e mi accende le lucine tutte intorno.

Alice P.

aliceacconsente ©

23mar/100

Allo specchio

Indosso
un corpo istrione
per civetterie sincere
da camuffare

scappano
lacrime ladre
timidi sguardi
mimi imbarazzati

con ironia
addolcisco
errori testardi
capricciosa

e conservo
l’amaro sulle labbra
il tocco umido del pianto
sulla pelle.

Lu ©

rengim mutevellioglu ©

22mar/100

Attend!

non si passeggia per un mercato senza comprare niente... la gente lo nota insomma... e quindi dopo aver scorazzato tra le bancarelle del marchè d'aligre tutta contenta, e dopo essermi sentita mille occhi addosso contrariati della mia macchina fotografica penzolante mi allontano... passo da una piazzetta che momentaneamente è adibita a deposito dei vari commercianti che vi appoggiano casse cassette cassettine e tutta una enorme varietà di prodotti della terra non proprio freschi.
c'è un uomo di origini arabe che ha tutta l'aria di aspettare qualcuno o qualcosa... e io lo osservo per un sacco di tempo, ma lui per tutto il tempo guarda alla sua destra con l'aria impaziente... e io penso che potrei sedermi anche io ad aspettare. non so bene cosa aspetto, ma qualcosa anche io la sto aspettando, e magari se mi sedessi vicino a questo signore con la testa rivolta verso destra, ecco lo vedrei arrivare questo qualcosa questo qualcuno, e capirei finalmente se questa attesa lunghissima ha un senso di essere o se semplicemente è quell'alibi che mi do per non chiudere mai la porta.

Alice P.

aliceacconsente ©

6mar/100

“Dicono che”

Abituati come siamo ad un movimento continuo e stressante di pensieri e parole, fermarsi un momento e non trovare da fare e da pensare può sembrare un paradosso nefasto, sconcertante, una noia nauseante a tal punto che era preferibile quella stanchezza formattata d’impegni da cui non vedevamo l’ora di disintossicarci fino ad un attimo prima di fermarci e riposare. Il panico: e che? non ho niente da fare? Allora chi con prontezza salvifica, chi dopo una lunga serie di lamentele, tutti troviamo un qualcosa da fare per impegnare questo tempo che… altrimenti che ci sta a fare?
La selezione mica è difficile, c’è sempre qualcosa che desideriamo fare e centrare come un obiettivo a cui tendere: dal più banale mangiare al più complesso lavorare, dove il grado di complessità dei desideri è proporzionale alla difficoltà della scelta e dell’apparato di limitazioni che essa comprende.
Ma il punto delle questione, metabolizzato in un momento di stasi che volevo presto rimpiazzare, non è la necessità di scegliere un diversivo (nei fatti dispersivo!) ma il suo contenuto e il suo perché: si sceglie ciò che si desidera e ci identifica - considerato la difficoltà della realizzazione meglio dire che si sceglierebbe, condizionale, sempre ciò che si desidera e che ci identifica - e questo perché fissata (o solo ipotizzata) col tempo una nostra identità saremo tanto più felici - la felicità è il fine delle nostre azioni, il loro perché, filosoficamente parlando - quanto più riusciremo a realizzarla, a portarla a compimento questa nostra identità. Quindi, stabilito cosa scelgo e perché lo scelgo, trafficando ancora con se stessi , c’è da chiedersi quali desideri e identità ci appartengono realmente, nascendo dall’anima come segni distintivi dell’io, e quali sono invece meno significative abitudini che la realtà esterna e capziosa nei suoi colossali meccanismi, ci insegna, o ci inculca, senza neanche accorgercene. Talvolta mi sembrano così scontate, così amorfe, le azioni e i pensieri che condividiamo che la realtà mi assomiglia drasticamente ad un’asta di “identità” da accalappiare in fretta per realizzarsi. Che tristezza!
L’identità è un’incognita da risolvere pian piano, attraverso l’analisi e la sintesi dei desideri, delle potenzialità innate o acquisite con l’esperienza che vanno messe a frutto perché la nostra vita abbia un’architettura specifica. Se l’insieme delle nostre attività è un surrogato della società, quasi una grazia, una misericordia concessa perché avessimo un qualcosa da fare, un qualcosa a cui pensare, un qualcosa a cui siamo stati abituati a dipendere, quasi fosse lo scopo della nostra vita…c’è da chiedersi cosa sia l’identità…

Desiderare
desiderare

prima ancora
dei pasti
dei pensieri
del mio lavoro

una misericordia

se non chiedi
sai replicare?

Grazie fatali
un parto
di bisogni
di limitazioni

e me stessa
condivisa
di identità
anonime

la Natura
s’affretta
a dimenticarsi
di sé

senza lezioni
d’amore.

Lu ©

3mar/100

Kuklos


Oggi è un sorriso che vi lascio dentro
perché la serenità che albeggia in me
riposerà in voi al calar di questo stesso giorno che riparte
la notte così potremo immaginarla come vorremo
con tutte le stelle intorno e una luna che ci strizza l’occhio
lei ha capito cosa l’attende e tu vivi e ridi
e sii contento nel tuo perderti

Oz ©

1mar/100

Il est tres simple: on ne voit bien qu’avec le coeur. L’essentiel est invisible pour les yeux.

ancora una volta lucine, louvre tour eifell
ters jolie tutte cose, e tutte uose...
domani vado in una casa nuova... ancora una volta.
il mio destino da invisibile al quale non riesco a sottrarmi mi ha portato, anche qui a parigi, a effettuare varie transumanze con valigia al seguito, che non ho il tempo di abituarmi ad un posto che me ne devo andare in un altro...
la casa nuova è in una posizione bellissima... vicino al louvre super centrale che già so che mi troverò tutte le sere a godere delle mie lucine...
una coppia di giapponesi guarda il fantastico spettacolo della torre eiffell che ogni ora si illumina tutta ad intermittenza.
stanno li immobili per svariato tempo, e io dietro di loro gioco con la messa a fuoco e muoio di freddo

stasera sono felice...
ma tu lo stai vedendo che bella parigi? chi sa se riesco a farti capire quanto è stupenda.
ma che in ogni caso E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi ed è per questo, si, che mi manca milano. a la follie

Alice P.

aliceacconsente ©

25feb/100

Gaspillage

E' una notte buia e tempestosa, ma a parigi ci sono sempre le lucine e i luna park a rallegrare anche le peggiori tempeste...
è così che gira che ti rigira sto sempre con gli occhioni spalancati ad amare questa città ogni giorno di più... che non vedo l'ora, quando tornerò a milano, di sentirne la mancanza per tornarci e per riandarmene e ritornarci...
in questi giorni sono parigina, più di prima...
ieri mi dirigo in un locale vicino al pompidou... per la prima volta da quando sono a parigi ho mangiato una crepes, ma si può?? proprio io che ho lavorato per tanto tempo in un locale dove si facevano crepes, e le facevo anche io le crepes... buonissime tra l'altro, ero la regina delle crepes alla nutella...
va bè... cmq è la mia prima crepes, ma la più buona di parigi secondo me...
e comuqnue, mentre cammino per raggiungere nico e gli altri passo da una fontana con delle statue tutte colorate con forme strane, fontana che si trova proprio a fianco del centro pompidou... troppo carina... e mi dico tra me e me che è proprio uno spreco...
uno spreco enorme...
perchè non riuscirò e vedere tutto quello che vale la pena vedere a parigi.
e dovrò tornarci in vacanza mi sa, che ho troppo poco tempo per girare quanto vorrei...
dopo la crepes andiamo in un locale bellissimo...
sul tetto era dipinto un cielo stellato bellissimo... penso ad anto e mi viene da ridere...
mi addanno un sacco, che non ho portato con me la macchina fotografica...
la porto sempre dappertutto...
ci svacchiamo su un divano di quelli che ti ingloba dentro... di quelli che non puoi più alzarti... di quelli che ti viene voglia di appoggiare la testa sulla spalla di colui che è a fianco a te e chiudere gli occhi e aspettare che l'effetto della birra passi... nel frattempo goderti la testa che gira, la musica, il tepore del locale e quello umano... la gente che entra e si saluta sempre, perchè qui ti salutano tutti basta che ti incrocino lo sguardo... automaticamente hai diritto al saluto, penso a peppe e agu che questa cosa la amerebbero...
torno a casa... a casa... il solito casino che genero in 5 minuti... vado a letto, ma non dormo... dormire ultimamente non mi piace molto... effettivamente mentre dormi perdi un sacco di tempo, questo l'ho sempre sostenuto... guardo ben 2 film senza addormentarmi... chi mi conosce lo sa che questa per me è davvero una novità...
e penso che è davvero un spreco dormire, un enorme spreco.

Alice P.

aliceacconsente ©

24feb/100

Scepa’ (je ne sais pas)


l'odore della mia vita in questa casa parigina mi pervade tutte le narici, e nemmeno il caffè che è appena uscito riesce a cancellare le tracce dell'odore... e così faccio un pò fatica a chiudere le valige e provo insistentemente ad imprigionare questo odore, ma lui fa resistenza... vuole restare in questa casa, maledetto lui.

ultimo giorno parigino... salutata da una nevicata di quelle incredibili, che per ore è stato tutto bianco, con i mucchietti di neve sui bordi delle strade e i fiocchetti sulle teste delle persone... e i tetti azzurrini grigini e bianchi...e parigi innevata, cosa si può sperare di più romantico??
saluto tutti in ufficio, ma con la loro solita freddezza francese mi rendono tutto più facile, io che in cuor mio avevo le lacrime in gola... soprattutto nel momento in cui dovevo salutare alcuni di loro, ma loro una pacca sulla spalla... tanti saluti, grazie avanti il prossimo...
è così, alla fine, rapido e indolore tutto sommato.
al solito
ansia prepartenza, che arriva di default, che non c'è mai un vero motivo per entrare in ansia... torno a casa... ma è sempre così.
mille valige, nessun oggetto materiale mi riporta a casa, o per lo meno nessun oggetto materiale acquistato perchè in parigi... no no.
gli occhi colmi... pieni zeppi di bellezza, che ho fatto la scorta per mesi e mesi posso ritenermi appagata dalla bellezza!
l'ultima doccia mi aspetta.
finisco il caffè mi coccolo un pò nel divano di pelle arancione e poi mi tiro la porta dietro le spalle, senza chiudere a chiave che quasi quasi ritorno indietro...

Alice P.

aliceacconsente ©

15feb/100

Lusciuru

fici nsognu a stanotti
uncupunatu comu nniuru
lusciuru taliava u mari
l'acqua era di nculuri
ca non si discrivi

pieru mi rissi
chianciu e basta
pa vita e pa mala sorti
iu ci sugnu cia rispunnii
e n'abbracciu ni resumu
senza putiri arrispirari

ni taliamu nda l'occhi
e capemu
ca a malasorti non esisti
ma rignunu pi sempri
l'amuri, a collira, a cumprinsioni
e du para i marruni

t © 2009

14feb/100

Promenade

0911231700Emanuele era solito cucinare le uova alla promenade... erano le uova?
No! perchè davvero ho memoria di questa parola, ma non ricordo a quale dei tuoi meravigliosi manicaretti si riferisse... va bè! Io oggi ho fatto una bella lunga promenade.
L'intenzione è quella di andare al Paris photo, ma lungo la strada... ecco c'è un luna park...
vengo letteralmente investita da milioni di lucine, passeggiate, alberi, foglie, ponti, palazzi... tutto a vista...
da ogni lato in cui guardo vedo cose incredibili, ma di quelle che quando le guardi resti un attimino senza fiato, che poi le conosci già: la Tour Eiffell, il Louvre, la Senna, le foglie, le barche, i ponti... tutte cose che hai visto e vissuto, ma son lì tutte insieme e tutte con quelle lucine che ti ipnotizzano... così, quella che era una missione ben precisa si è immedatamente trasformata in una smania di guardare e farmi riempire da tutte quelle lucine e personcine passeggianti... vedo quadri dappertutto... piccoli quadri fantastici e gente che come te si meraviglia ad ogni passo... mi perdo nella strada per il Louvre...
arrivo tardi al Paris photo e devo guardare correndo, che poi non mi fa nemmeno impazzire, che ci sono troppe foto e mi viene la confusione. Allora non vedo l'ora di tornare di nuovo fuori al luna park.

Alice P.

aliceacconsente ©

13feb/100

Love the rain

0911101850

"Ieri notte mi è successa una cosa bellissima…
percorrevo il solito tragitto della metro gialla, fino a casa mia, sul lettore mp3 ascoltavo una canzone in loop, Eternal Sunshine, che da qualche giorno è la mia ossessione (per un sacco di motivi... ma anche perché è in inglese, si! ma il testo è breve e semplicissimo… ho imparato le parole e la canto bene… senza sbagliare o farfugliare pronunce improbabili!!!).
Tenevo la testa appoggiata sul braccio, a sua volta appoggiato nel ferro del sedile della metro (quando viaggio la sera sto sempre in questa posizione... molto rilassante). Per tutto il tragitto c’era un tizio di fronte a me…si vedeva che era pensieroso… occhi enormi, arrossatissimi, sguardo perso… Io pensavo... pensieri di ogni genere: futuro, lavoro, studio, passioni, amori, non amori, sesso, non sesso... dubbi e perplessità, varie ed eventuali… le solite stronzate di noi femmine… (ho notato che, la sera quando torno da lavoro, mi piace crogiolarmi nelle mie insicurezze).

Uscita dalla metro c’era il diluvio… una pioggia fortissima, ogni goccia era cicciona, ma non pesante, morbida, molto dolce… ho iniziato a correre sotto la pioggia a più non posso (ok… sono lentissima... il mio “più non posso” corrisponderà ad un “passo svelto” per la maggior parte degli esseri umani!!!) e nel lettore sempre quella canzone... ad un tratto, avevo il fiatone e ho rallentato, fino a riprendere una andatura calma e rilassata… percepivo adesso i capelli bagnati e le gocce che mi cadevano dappertutto, sul viso ed il vestitino tutto appiccicato addosso (che faceva molto porno star anni 90)… così ho cominciato a ridere… ad amare la pioggia… impagabile sensazione di libertà. Ho pensato anche che sarei potuta morire quando la canzone sarebbe finita per l’ennesima volta."

Alice P.

aliceacconsente ©

12feb/100

In onda

"Ma ho capito tardi da che parte bisognava andare: dalla parte dei desideri.
Uno si aspetta che siano altre cose a salvare la gente: il dovere, l'onestà,
essere buoni, esseri giusti. No.
Sono i desideri che salvano. Sono l'unica cosa vera.
Tu stai con loro, e ti salverai.
"

Alessandro Baricco "Oceano Mare"

4feb/100

Invisible energy

Io sono natura
sono acqua e vita
luce e calore
bellezza divina
a servizio della scienza
infinito ed essenza
sapienza e crudeltà

Oz ©

stephen tamisie ©

3feb/100

Ma tu che vai, ma tu rimani

Voli contrastanti all’imbrunire della sera
si alzano in cielo per scoprire dov'è la luce che porta alla salvezza della vita.
La nebbia sorvola i loro voli alti e squilibrati e confonde le loro direzioni verso l’ignoto.
La luce è all’orizzonte, la vedo, la vede.
Loro hanno destini diversi, tracceranno traiettorie diverse per giungervi;
chissà, se prima o poi uniranno i loro cammini evitando che entrambi i passi si annullino,
chissà davvero.

Oz ©

maciej leszczyński ©

1feb/100

Occhi aperti pi ‘nsunnari

u visti abballannu
comu na ugghia 'ndo pagghiaru
filici e cuntentu comu 'nfuddettu
u suli si vireva tra na cezza e l'urizzunti
parrava di cinima e turmentu
di comu sta terra avia nu chiantu
di quannu li siculi 'nda li seculi
s'ammiscavuni a rutuluni
cu li populi d'orienti
si cuntavunu li storie
di li pupi e li guverni
lu passatu e lu prisenti
pi l'amuri di lu munnu
'nsunna e moviti pi sempri

t © 2009

29gen/100

Terra

Ho dato brio, intenso sfogo al mio ego.
Ho adornato il mio crepuscolo, il mio attimo di vita
ed ho ricevuto in cambio veleno, rabbia.
Perso nei meandri del mio essere.
Ho scavato terra, ho accumulato massi.
Oggi, questa terra e questi massi cadono su me medesimo
sentenziando la condotta di uomo, seppur nobile, ma meschino,
perché niente a me spettò se non paura ed angoscia,
sguardo profondo, nero.
Inattesa prova di un altro giorno di rammarico.
Continuo diniego di parti del mio cuore appannaggio di un prendere.
Battito e pulsare.
La mia mano tesa si stancò e cadde tramortita.
Emozione che s’infrange e cade in un dirupo dove terra e massi la seppelliranno.

Oz ©

28gen/100

Blue sky

Il male che oggi riposa in me
solleticherà voi domani
se la vostra viltà sarà così desta da accorgersene
ed il cielo così limpido
da vederne gli immensi orizzonti.

Oz ©