arriva il giorno in cui ti rendi conto che non è la lana a riscaldarti...
ma per nulla anzi...
arriva il giorno in cui ricevi un regalo... un regalo bellissimo... un regalo insolito...
un ventaglio... un ventaglio vecchio... tutto fatto a mano... solo legnetto e carta... e appena lo apri si va formando un motivo pseudo cinese o giapponese... dipinto a mano... tutto nero con i disegni argentati... sulla sinistra dei fiori...
sulla destra un gruppo di donne che camminano sull'erba...
e dunque... ricevo questo regalo seduta al tavolino di un bar di faubourg di saint-antoine... penso il bar più squallido di parigi... sono seduta là fuori da un bel pò... bevo una birra e mi congelo letteralmente le mani e la faccia... e un pò tutto il resto... poi mi viene appoggiato in mano questo ventaglio e sento subito caldo, caldissimo, e mi sventolo pure...
ancora più caldo...
dicono che nel week end la temperatura si abbasserà a meno 5 gradi... la massima meno uno... devo ricordarmi di portarmi in giro il ventaglio.
dopo essermi riscaldata per bene... direzione cinema...
vedo il film di jarmush... una fotografia meravigliosa dopo l'altra mi tiene con gli occhi spalancati per 2 ore filate... senza che nemmeno accorgermi del tempo che passa... della storia non capisco troppo... e non perchè non comprendo i dialoghi, quasi inesistenti, in inglese, perchè qui non doppiano...!! ma poco, pochissimo importa... mi è venuta una gran voglia di riguardarlo, mettendo il mute...
e poi di andare a fare un mione di miliardi di fotografie...
ma ahimè anche oggi non ho la macchina fotografica... e così dopo il cinema andiamo in un locale pazzesco... si chiama la madonna o qlc del genere...
è senza ombra di dubbio il paradiso di giacomo.
(prometto che prima di ripartire ci torno solo per fare delle foto)
madonne e cristi ovunque... pieno zeppo... atmosfera mistica... poi vai in bagno... un orda di immagini porno, ma veramente porno... un posto incredibile...
vorrei rubarmi una di quelle statue, miliardi, sparpagliate per il locale... per portarla a giacomo... ma altererei l'equilibrio di quel posto meraviglioso...
torno a casa... sonno e sorrisi a gogo
dormo da dio. per la prima volta da un mese non sogno niente... ma proprio niente... sono in coma... suona la sveglia stamattina... solita bestemmia di default...
oggi è venerdì
che bello
Alice P.
aliceacconsente ©

passeggio sotto la pioggia e mi capitano a tiro certi colori in basso che non posso fare a meno di fermarmi incantata e sporgermi dalla ringhiera... il colore di quel pavè è ipnotico... sarà la luce, la pioggia... poi mmediatamente dopo resto ipnotizzata da sto tale che nonostante piova e tiri un vento che manco a marsiglia il mistral... legge la biografia di mao...
e sorrido
è un quadro quello che ho sotto di me penso... e penso che merita una foto...
sempre il giorno che sono diretta a paris photo ho incontrato molte più cose fuori dal louvre, che dentro, che invece è una specie di centro commerciale zeppo di negozi che poco hanno a che vedere con l'arte, e il tutto mi ha un pò deluso... che bù... m'aspettavo di entrare in un luogo sacro... ma è molto più sacro l'esterno, nella strada...
e così dopo la visita continuo a gironzolare... un pò infastidita dalla pioggia, ma neanche tanto... che tutto sommato chi mi conosce lo sa che quando piove divento irritata ed irritante, e invece sorrido e mi guardo intorno e ogni tanto penso che tutto quest'umido lo sentirò tra un pò, ma chissene...
poi ho trovato una fototessera...
ora...
l'ho raccolta e ho pensato nella mia vuota testa, che non puoi trovare una fototessera a parigi, è troppo un luogo comune, troppo una cosa che ti fa pensare ad amelie... cioè non puoi per nulla... e invece io l'ho trovata... me la sono tenuta... il ragazzo ritratto avrà si e no 16 anni... ha la faccia un pò paffutella... sarebbe stato bello incontrarlo... ho pensato...
Alice P.
aliceacconsente ©

è così che mi butto a capofitto nelle avventure
che nemmeno mi chiedo più il perchè e per come delle cose...
non ho più paura del buio... e sto lì a prendere tutto quello che arriva,
senza che in fondo io lo stessi cercando.
mi sono chiesta in questi giorni parigini che cosa stessi cercando,
che cosa potessi prendere da questa esperienza, e non vedevo...
niente tristezze o che so io...per dio sono a parigi...
solo nessun contorno... pochi prima... pochi dopo
e io come un blocco all'infinito nel nulla...
ma poi arriva chi mi prende per mano e mi accompagna...
mi accende le luci quando è bene che io veda,
quando sa che quello che vedrò sarà proprio quello che mi farà sorridere,
illuminare gli occhi...
che non ho ben capito il suo ruolo nella mia vita...
ma se io lo chiamo sensei non è solamente per il motivo che immagina,
ma per infiniti altri motivi...
ma soprattutto perchè mi prende la mano e mi accende le lucine tutte intorno.
Alice P.
aliceacconsente ©

non si passeggia per un mercato senza comprare niente... la gente lo nota insomma... e quindi dopo aver scorazzato tra le bancarelle del marchè d'aligre tutta contenta, e dopo essermi sentita mille occhi addosso contrariati della mia macchina fotografica penzolante mi allontano... passo da una piazzetta che momentaneamente è adibita a deposito dei vari commercianti che vi appoggiano casse cassette cassettine e tutta una enorme varietà di prodotti della terra non proprio freschi.
c'è un uomo di origini arabe che ha tutta l'aria di aspettare qualcuno o qualcosa... e io lo osservo per un sacco di tempo, ma lui per tutto il tempo guarda alla sua destra con l'aria impaziente... e io penso che potrei sedermi anche io ad aspettare. non so bene cosa aspetto, ma qualcosa anche io la sto aspettando, e magari se mi sedessi vicino a questo signore con la testa rivolta verso destra, ecco lo vedrei arrivare questo qualcosa questo qualcuno, e capirei finalmente se questa attesa lunghissima ha un senso di essere o se semplicemente è quell'alibi che mi do per non chiudere mai la porta.
Alice P.
aliceacconsente ©
ancora una volta lucine, louvre tour eifell
ters jolie tutte cose, e tutte uose...
domani vado in una casa nuova... ancora una volta.
il mio destino da invisibile al quale non riesco a sottrarmi mi ha portato, anche qui a parigi, a effettuare varie transumanze con valigia al seguito, che non ho il tempo di abituarmi ad un posto che me ne devo andare in un altro...
la casa nuova è in una posizione bellissima... vicino al louvre super centrale che già so che mi troverò tutte le sere a godere delle mie lucine...
una coppia di giapponesi guarda il fantastico spettacolo della torre eiffell che ogni ora si illumina tutta ad intermittenza.
stanno li immobili per svariato tempo, e io dietro di loro gioco con la messa a fuoco e muoio di freddo
stasera sono felice...
ma tu lo stai vedendo che bella parigi? chi sa se riesco a farti capire quanto è stupenda.
ma che in ogni caso E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi ed è per questo, si, che mi manca milano. a la follie
Alice P.
aliceacconsente ©

E' una notte buia e tempestosa, ma a parigi ci sono sempre le lucine e i luna park a rallegrare anche le peggiori tempeste...
è così che gira che ti rigira sto sempre con gli occhioni spalancati ad amare questa città ogni giorno di più... che non vedo l'ora, quando tornerò a milano, di sentirne la mancanza per tornarci e per riandarmene e ritornarci...
in questi giorni sono parigina, più di prima...
ieri mi dirigo in un locale vicino al pompidou... per la prima volta da quando sono a parigi ho mangiato una crepes, ma si può?? proprio io che ho lavorato per tanto tempo in un locale dove si facevano crepes, e le facevo anche io le crepes... buonissime tra l'altro, ero la regina delle crepes alla nutella...
va bè... cmq è la mia prima crepes, ma la più buona di parigi secondo me...
e comuqnue, mentre cammino per raggiungere nico e gli altri passo da una fontana con delle statue tutte colorate con forme strane, fontana che si trova proprio a fianco del centro pompidou... troppo carina... e mi dico tra me e me che è proprio uno spreco...
uno spreco enorme...
perchè non riuscirò e vedere tutto quello che vale la pena vedere a parigi.
e dovrò tornarci in vacanza mi sa, che ho troppo poco tempo per girare quanto vorrei...
dopo la crepes andiamo in un locale bellissimo...
sul tetto era dipinto un cielo stellato bellissimo... penso ad anto e mi viene da ridere...
mi addanno un sacco, che non ho portato con me la macchina fotografica...
la porto sempre dappertutto...
ci svacchiamo su un divano di quelli che ti ingloba dentro... di quelli che non puoi più alzarti... di quelli che ti viene voglia di appoggiare la testa sulla spalla di colui che è a fianco a te e chiudere gli occhi e aspettare che l'effetto della birra passi... nel frattempo goderti la testa che gira, la musica, il tepore del locale e quello umano... la gente che entra e si saluta sempre, perchè qui ti salutano tutti basta che ti incrocino lo sguardo... automaticamente hai diritto al saluto, penso a peppe e agu che questa cosa la amerebbero...
torno a casa... a casa... il solito casino che genero in 5 minuti... vado a letto, ma non dormo... dormire ultimamente non mi piace molto... effettivamente mentre dormi perdi un sacco di tempo, questo l'ho sempre sostenuto... guardo ben 2 film senza addormentarmi... chi mi conosce lo sa che questa per me è davvero una novità...
e penso che è davvero un spreco dormire, un enorme spreco.
Alice P.
aliceacconsente ©

l'odore della mia vita in questa casa parigina mi pervade tutte le narici, e nemmeno il caffè che è appena uscito riesce a cancellare le tracce dell'odore... e così faccio un pò fatica a chiudere le valige e provo insistentemente ad imprigionare questo odore, ma lui fa resistenza... vuole restare in questa casa, maledetto lui.
ultimo giorno parigino... salutata da una nevicata di quelle incredibili, che per ore è stato tutto bianco, con i mucchietti di neve sui bordi delle strade e i fiocchetti sulle teste delle persone... e i tetti azzurrini grigini e bianchi...e parigi innevata, cosa si può sperare di più romantico??
saluto tutti in ufficio, ma con la loro solita freddezza francese mi rendono tutto più facile, io che in cuor mio avevo le lacrime in gola... soprattutto nel momento in cui dovevo salutare alcuni di loro, ma loro una pacca sulla spalla... tanti saluti, grazie avanti il prossimo...
è così, alla fine, rapido e indolore tutto sommato.
al solito
ansia prepartenza, che arriva di default, che non c'è mai un vero motivo per entrare in ansia... torno a casa... ma è sempre così.
mille valige, nessun oggetto materiale mi riporta a casa, o per lo meno nessun oggetto materiale acquistato perchè in parigi... no no.
gli occhi colmi... pieni zeppi di bellezza, che ho fatto la scorta per mesi e mesi posso ritenermi appagata dalla bellezza!
l'ultima doccia mi aspetta.
finisco il caffè mi coccolo un pò nel divano di pelle arancione e poi mi tiro la porta dietro le spalle, senza chiudere a chiave che quasi quasi ritorno indietro...
Alice P.
aliceacconsente ©
Emanuele era solito cucinare le uova alla promenade... erano le uova?
No! perchè davvero ho memoria di questa parola, ma non ricordo a quale dei tuoi meravigliosi manicaretti si riferisse... va bè! Io oggi ho fatto una bella lunga promenade.
L'intenzione è quella di andare al Paris photo, ma lungo la strada... ecco c'è un luna park...
vengo letteralmente investita da milioni di lucine, passeggiate, alberi, foglie, ponti, palazzi... tutto a vista...
da ogni lato in cui guardo vedo cose incredibili, ma di quelle che quando le guardi resti un attimino senza fiato, che poi le conosci già: la Tour Eiffell, il Louvre, la Senna, le foglie, le barche, i ponti... tutte cose che hai visto e vissuto, ma son lì tutte insieme e tutte con quelle lucine che ti ipnotizzano... così, quella che era una missione ben precisa si è immedatamente trasformata in una smania di guardare e farmi riempire da tutte quelle lucine e personcine passeggianti... vedo quadri dappertutto... piccoli quadri fantastici e gente che come te si meraviglia ad ogni passo... mi perdo nella strada per il Louvre...
arrivo tardi al Paris photo e devo guardare correndo, che poi non mi fa nemmeno impazzire, che ci sono troppe foto e mi viene la confusione. Allora non vedo l'ora di tornare di nuovo fuori al luna park.
Alice P.
aliceacconsente ©

"Ieri notte mi è successa una cosa bellissima…
percorrevo il solito tragitto della metro gialla, fino a casa mia, sul lettore mp3 ascoltavo una canzone in loop, Eternal Sunshine, che da qualche giorno è la mia ossessione (per un sacco di motivi... ma anche perché è in inglese, si! ma il testo è breve e semplicissimo… ho imparato le parole e la canto bene… senza sbagliare o farfugliare pronunce improbabili!!!).
Tenevo la testa appoggiata sul braccio, a sua volta appoggiato nel ferro del sedile della metro (quando viaggio la sera sto sempre in questa posizione... molto rilassante). Per tutto il tragitto c’era un tizio di fronte a me…si vedeva che era pensieroso… occhi enormi, arrossatissimi, sguardo perso… Io pensavo... pensieri di ogni genere: futuro, lavoro, studio, passioni, amori, non amori, sesso, non sesso... dubbi e perplessità, varie ed eventuali… le solite stronzate di noi femmine… (ho notato che, la sera quando torno da lavoro, mi piace crogiolarmi nelle mie insicurezze).
Uscita dalla metro c’era il diluvio… una pioggia fortissima, ogni goccia era cicciona, ma non pesante, morbida, molto dolce… ho iniziato a correre sotto la pioggia a più non posso (ok… sono lentissima... il mio “più non posso” corrisponderà ad un “passo svelto” per la maggior parte degli esseri umani!!!) e nel lettore sempre quella canzone... ad un tratto, avevo il fiatone e ho rallentato, fino a riprendere una andatura calma e rilassata… percepivo adesso i capelli bagnati e le gocce che mi cadevano dappertutto, sul viso ed il vestitino tutto appiccicato addosso (che faceva molto porno star anni 90)… così ho cominciato a ridere… ad amare la pioggia… impagabile sensazione di libertà. Ho pensato anche che sarei potuta morire quando la canzone sarebbe finita per l’ennesima volta."
Alice P.
aliceacconsente ©
Voli contrastanti all’imbrunire della sera
si alzano in cielo per scoprire dov'è la luce che porta alla salvezza della vita.
La nebbia sorvola i loro voli alti e squilibrati e confonde le loro direzioni verso l’ignoto.
La luce è all’orizzonte, la vedo, la vede.
Loro hanno destini diversi, tracceranno traiettorie diverse per giungervi;
chissà, se prima o poi uniranno i loro cammini evitando che entrambi i passi si annullino,
chissà davvero.
Oz ©
maciej leszczyński ©
Ho dato brio, intenso sfogo al mio ego.
Ho adornato il mio crepuscolo, il mio attimo di vita
ed ho ricevuto in cambio veleno, rabbia.
Perso nei meandri del mio essere.
Ho scavato terra, ho accumulato massi.
Oggi, questa terra e questi massi cadono su me medesimo
sentenziando la condotta di uomo, seppur nobile, ma meschino,
perché niente a me spettò se non paura ed angoscia,
sguardo profondo, nero.
Inattesa prova di un altro giorno di rammarico.
Continuo diniego di parti del mio cuore appannaggio di un prendere.
Battito e pulsare.
La mia mano tesa si stancò e cadde tramortita.
Emozione che s’infrange e cade in un dirupo dove terra e massi la seppelliranno.
Oz ©
"La mia vita da invisibile continua...
e così in molti sanno che è da un pò di mesi che ho l'abitudine di trasmigrare da una casa all'altra in cerca di ospitalità... bè! credo che a Parigi non sarà poi diverso... Nicola, il ragazzo che mi ospita, è partito per il week-end e mi ha lasciata completamente sola a casa sua... è un'esperienza particolare stare sola a casa della gente, scopri un sacco di cose di quelle persone... io non amo dormire sola, a maggior ragione in case che non sono mie... infatti ho avuto una nottata movimentata: ho sognato di guidare e poi ho sognato di uscire per Parigi con i capelli bagnati e altre cose che non mi ricordo più... mi sveglio a fatica e perdo un sacco di tempo ad osservare la casa, la roba come è disposta... e fuori dalla finestra... fuori dalla finestra c'è una vista su un muro, ma è un bel muro: bianco con dei mattoni a vista... mi ritrovo mille volte imbambolata... mi ripiglio e mi riimbambolo e così passa tutta la mattinata... decido di farmi l'ennesimo caffè e una doccia... mi rimetto a nuovo... mi metto anche la gonna ed il maglioncino grigio regalatomi a natale... la domenica, non si sa perchè, vestirsi carini ti da gusto... metto in ordine la bolgia che ero stata capace di creare la sera prima e mi dico tra me e me che ci vuole abilità, che la gente non lo capisce, ma questa è una dote, io sfido chiunque a fare lo stesso...
entropia dentro
entropia fuori
poi esco."
Alice P.
aliceacconsente ©

Avevo pensato a viaggi straordinari, a partenze volute per la rinascita di noi stessi. Avevo pensato alla mia vita completamente svuotata dal dolore e avevo pensato a viaggi, nuovi orizzonti, nuove stelle e dolce fluttuare di schiume che s’imbattevano a prua della mia nave verso la speranza.
Avevo immaginato di quel vento che smuoveva la mia coscienza, mentre la luna fumava i vapori di una nave, che, anche lei in completa solitudine, la invitava ad un prossimo incontro. Avevo immaginato le mie lacrime scendere libere e contente, finalmente tornavano alle loro origini, tornavano alla loro sorgente, in fondo agli abissi, dove nessuno le avrebbe mai e poi mai toccate.
Avevo sentito di una donna che, innamorata della vita, si decise a morire per lei e l’aveva fatto in un leggiadro volo tra quelle acque scure e tetre. Avevo sentito dalla gente che quella donna sapesse tanto sul conto della vita: lei era morta per amore.
Avevo parlato con la notte: mi disse soltanto che non aveva mai visto niente di così vero. Avevo parlato con il mare, venne a dirmi che le sue schiume avevano accolto con grazia il suo volo. Mi disse: <<Il vento spinse quella donna ad un volo così leggiadro, che come ben puoi sapere ancora oggi lei sorvola le mie acque, si fa cullare dalle mie braccia e poi riparte. Ascolta, lei vola sempre, non scorgi le sue ali, non vedi il suo volto, guardala bene! Quando la cerchi lei ti si presenta davanti e la puoi intravedere volare da lontano, giungere a te e posarsi accanto con un soffice gesto di libertà>>.
Oz ©

I racconti della notte invogliavano la gente a restare, a sedersi ancora un po’, intorno al calore di un dolce fuoco tra i vermigli di una foresta. I loro cammini erano giunti all’incontro beffardo di chi ha vagato per trovare se stesso e si è ritrovato in compagnia, nel bel mezzo di eroi in battaglia, fughe a cavallo, castelli, macerie, danze, amori, vite leggiadre e mistiche percezioni. Il segreto del bosco calava come un lieve velo sui loro occhi e la luce, madre del perfido barlume di schioppi, sembrava attanagliarsi mentre tra risa e racconti e gente che burlava si udì di soppiatto il vento: spirava da nord e le sue gesta coprirono di foglie secche la gente di quel luogo, che ormai pronta al prossimo destino anticipava il sonno, per non vedere che, davanti a lei, gli altri se ne andavano contenti verso l’ignoto. La paura lasciava posto al silenzio, non conscio anch’egli che aspettava l’ignoto, perché nessuno aveva spiegato lui che un grido, che avrebbe invocato: <<L’amore è per sempre>>, l’avrebbe soffocato, fino a farlo tacere accanto alle spoglie di quegli altri uomini, oramai già in viaggio.
Oz ©

"I cimiteri sono sempre un posto molto inflazionato, in particolare la domenica!
Tutte le volte che sono andata al monumentale era sempre domenica
e anche oggi, domenica per l'appunto, decido di andare a Pere Lachaise:
è una specie di città enorme, piena di tombe, che tutte queste insieme non ne avevo viste mai... ad un certo punto ce n'era anche una aperta... mi sono fatta certi film che qualsiasi horror a confronto è adatto ai minori di 10 anni... comunque, passeggio... ci sono tombe di personaggi famosi, ma non mi interessa un granchè, non vado nemmeno a cercarle, mi interessa passeggiare... la giornata è uggiosa, si respira un pò di pioggia, ma non cade una goccia. Provo a fare qualche foto, ma non mi riescono, le foto agli oggetti inanimati non sono mai stata capace a farle, non mi piace proprio, e così dopo aver scattato questa foto faccio una smorfia... un tale mi si avvicina e mi dice che non devo essere triste... io lo guardo con la faccia un pò perplessa e mi dico tra me e me: <<Per quale arcana ragione gli appaio triste... non sono mica triste! Non è che uno può stare tutto il tempo con il sorriso sulla bocca...! Lo so che c'ho il mio famoso sorriso da ebete, ma lui non lo sa, e poi da sola, dentro un cimitero, frustrata perchè non mi piacciono le foto che ho fatto, bè! sfido chiunque a sorridere per Dio!>>. Comunque, accenno un sorrisetto e lo rassicuro dicendo a modo mio che andava tutto bene... lui non è convinto e continua a chiedermi se sono sicura che tutto vada bene....io ribadisco il concetto in maniera sbrigativa e faccio un saltello ed inizio a camminare tra le tombe lasciandomelo alle spalle... incontro una massa di ragazzi che si accalcano davanti ad una tomba, provo a capire di chi è sta tomba... Jim Morrison.
Ah! Però... mi guardo intorno, c'è gente di tutti i tipi, di tutte le generazioni, c'è chi si fa il segno della croce... appaiono tutti piuttosto commossi... a me non fa nessun effetto e continuo a camminare... ad un certo punto incontro una tomba piena di fiori freschissimi, ma letteralmente piena, non si vedeva la lapide! c'era un foglio con un disegno ed una roba scritta, che non leggo... ci sono due ragazzi che, sorridendo, si prendono cura di quei fiori... era la tomba di un tipo, Theo, morto nel 2009... rimango pietrificata a guardare questa scena... uno dei due ragazzi solleva lo sguardo e mi sorride... io mi sento una voyer della peggior specie... scappo... mi siedo su dei gradini e spunta un pò di sole...
mi viene da pensare ad un pomeriggio al monumentale seduta su dei gradini,
i colori dei cimiteri si somigliano tutti più o meno."
Alice P.
aliceacconsente ©