L’area della pianificazione, programmazione e controllo

I compiti di un’azienda devono propendere alla fissazione dei risultati da raggiungere nel medio e nel lungo termine; questi devono essere collegati coi risultati da ottenere su base annua; si deve assumere il continuo controllo circa la correttezza dei metodi e delle risorse impiegate; per ultimo, si devono compiere analisi di verifica sul mancato raggiungimento degli obiettivi.
Con la PIANIFICAZIONE si analizza: la situazione di partenza e la sua prevedibile azione futura; i punti di forza e di debolezza; gli obiettivi sia globali che intermedi; la formulazione di strategie e piani aziendali; la redazione, l’approvazione, l’esecuzione ed il controllo del piano. Lo scopo della pianificazione consiste nel fronteggiare i problemi connessi all’evolversi del mercato.
Con la PROGRAMMAZIONE si istituiscono programmi che presentano i mezzi più economici per realizzare l’indirizzo voluto dalle politiche d’impresa. Vengono assunti dei parametri che assumono un tentativo di misurazione:
- ROA (tasso di redditività globale della gestione): informa sulla generale capacità remunerativa dell’impresa;
- ROE (tasso di redditività del capitale proprio): evidenzia la remunerazione offerta dalla gestione ai detentori del capitale di pieno rischio;
- ROI (tasso di redditività del capitale investito): denota l’attitudine reddituale delle attività gestionali tipiche dell’impresa.
Il BUDGET aziendale diviene lo strumento principale di cui si avvale l’area di programmazione; infatti, rappresenta sia un vero e proprio bilancio preventivo che gli obiettivi d’impresa riferiti ad un determinato periodo.
Con il SISTEMA DI CONTROLLO si orienta lo svolgimento del processo verso il raggiungimento degli obiettivi posti. Il controllo può essere:
- OPERATIVO: si basa sui dati rinvenuti dalle rilevazioni contabili;
- DIREZIONALE: va dalla verifica alla realizzazione degli obiettivi fino all’adozione di provvedimenti per eliminare le distorsioni;
- STRATEGICO: rileva la performance competitive e le capacità di crescita dell’azienda.
L’area dell’organizzazione del personale

L’area dell’organizzazione del personale si occupa della conduzione del personale stesso e della definizione dei ruoli e delle specifiche funzioni ad ognuno assegnate. Il modo di concepire i problemi organizzativi ha subito nel tempo evoluzioni.
Un primo momento è basto sulla necessità di rendere più efficiente ed efficace l’intera organizzazione dell’azienda (“Teoria X “o “Stile autoritario”: comando, controllo e minaccia di sanzioni per i dipendenti inadempienti). Taylor dice come l’aumento di produttività avviene solo commisurando il salario all’effettivo rendimento di ciascun lavoratore. Il successo del sistema organizzativo avviene controllando l’operato di ognuno e togliendo al dipendente le responsabilità, che cadono sulla direzione. Fayol, invece, parla delle diverse funzioni che devono esserci in ogni impresa, in modo che ciascun lavoratore riceva disposizioni da soggetti diversi.
Un secondo momento è caratterizzato dall’approccio comportamentistico, in cui si riconoscono:
- La scuola delle relazioni umane: l’uomo ha bisogno dei rapporti sociali ed il suo comportamento è influenzato dalla soddisfazione di tali bisogni;
- Studi sulla motivazione: Mayo dice come i lavoratori con un maggior rendimento sono quelli soggetti ad una particolare attenzione da parte della direzione.
Un terzo ed ultimo momento è influenzato da un approccio per sistemi, ovvero si colgono le interdipendenza di vari aspetti, mettendo in risalto l’influenza esercitata dall’ambiente.
Differenti i modelli strutturali:
- Gerarchico: rapporto di autorità con un diritto di comando ed un obbligo di esecuzione degli ordini (imprese di piccole dimensioni);
- Funzionale: suddivisione delle competenze direzionali;
- Divisionale: riparto dell’organizzazione per gruppi o famiglie di prodotti.
L’area della finanza

Il ruolo primario dell’aria della finanza è quello di procurare i fondi monetari e finanziari per il corretto ed equilibrato svolgimento delle attività di gestione. L’obiettivo è il raggiungimento dell’equilibrio tra fonti ed impieghi nel breve, medio e lungo termine.
La gestione finanziaria si articola in tre fasi:
- PROGRAMMAZIONE FINANZIARIA: si procede alla quantificazione delle entrate e delle uscite sia monetarie che finanziarie dell’intera gestione aziendale;
- REDAZIONE DEL BUDGET FINANZIARIO: considera i fenomeni aziendali in termini di fabbisogno e delle relative coperture.
- Budget delle fonti e degli impieghi: valuta i finanziamenti e gli investimenti che l’impresa realizza in un periodo amministrativo;
- Budget di cassa: riguarda la previsione di entrata ed uscita dei mezzi liquidi.
- CONTROLLO DELLA LIQUIDITA’: previene alcune situazioni di difficoltà in cui può incorrere l’impresa quando mutano le condizione del mercato.
L’area della produzione

L’area della produzione mira all’efficiente ed efficace combinazione di fattori produttivi per ottenere prodotti, beni e servizi che abbiano gli standard quantitativi e qualitativi richiesti dal mercato.
Gli obiettivi riguardano: la consonanza con il mercato; la flessibilità a seguito di cambiamenti sul mercato; la produttività; infine, la competitività.
FUNZIONE DELLA PRODUZIONE
- Approvvigionamento: ricerca l’ottimale quantità di materie da acquisire;
- Fabbricazione: assemblaggio delle materie in prodotto finito;
- Magazzino: alimentazione delle materie ai reparti produttivi;
- Qualità: il prodotto o servizio finale deve corrisponder ai parametri richiesti dal mercato.
La funzione di produzione si riferisce alla:
- Progettazione d’impianto (Layout): razionalizzare l’intero sistema produttivo ottimizzando gli spazi e creando migliori condizioni di lavoro;
- Progettazione del lavoro: dalla preparazione del lavoro alla programmazione della lavorazione; dall’avvio della lavorazione al controllo dell’esecuzione.
L’area di marketing

Nell’area di marketing si fa riferimento alle strategie e alle politiche aziendali che ricercano il miglior rapporto fra l’offerta dell’impresa e le esigenze presenti e future della domanda.
La strategia di marketing comprende:
- Target market: l’insieme dei consumatori potenziali;
- Marketing mix: variabili controllabili per raggiungere il target.
- Prodotto: deve essere affidabile; avere carica innovativa e qualità costante; adeguata assistenza pre e post vendita; disponibilità nei luoghi e nei tempi opportuni. La vita di un prodotto è caratterizzata da cinque fasi: introduzione, sviluppo, maturità,saturazione e declino.
- Prezzo: si forma in proporzione al costo di produzione con l’aggiunta di un determinato profitto (tecnica del mark-up); in seguito si aggiungono altre variabili come l’elasticità della domanda rispetto al prezzo; inoltre, le politiche di vendita determinano il prezzo da immettere sul mercato.
- Promozione: l’insieme di relazioni pubbliche con le quali l’impresa tenta di farsi conoscere: azione pubblicitaria e attività di propaganda;
- Punti vendita (Distribuzione): determinare il contatto con il mercato di sbocco; individuare l’intensità della distribuzione; ricerca delle modalità distributive che dipendono dal controllo che si desidera sulla domanda finale ed il grado di copertura del mercato.
L’area della ricerca e sviluppo

L’area della ricerca e sviluppo dell’azienda riguarda sia il processo di produzione dell’innovazione (ricerca), sia il processo della sua utilizzazione (sviluppo).
L’attività di ricerca consiste nell’insieme degli studi e delle analisi volte ad incrementare la conoscenza in possesso dell’impresa, che possono generare l’invenzione o la conoscenza di un processo (KNOW HOW). L’attività di ricerca, invece, consente di selezionare le idee innovative attraverso una verifica sperimentale.
L’area del sistema informativo

L’area del sistema informativo si occupa di un complesso di strumenti e competenze per produrre informazioni volte a sostenere le decisioni aziendali. L’informazione è la materia prima per le decisioni.
I flussi d’informazione possono essere orientati verso centri decisionali interni o verso soggetti esterni interessati ed hanno carattere circolare: dall’informazione si passa alla decisione; dalla decisione all’esecuzione; dall’esecuzione al controllo; infine, dal controllo si passa ad ulteriori decisioni.
L’impresa non può sottrarsi ai flussi informatori continui, che devono essere sempre ordinati per una migliore qualità della gestione dell’azienda.